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Ci serve un premier "a mezzo servizio" e ricattato?


Ci serve un premier 'a mezzo servizio' e ricattato?
17/09/2011, 17:09

Sempre peggio: è l'unico commento (senza scendere in espressioni volgari) che viene in mente a valutare le intercettazioni depositate dalla Procura di Bari a proposito del processo contro Giampaolo Tarantini, accusato di sfruttamento della prostituzione.
Innanzitutto, chiariamo l'aspetto legale della vicenda: chi dice che è stato messo sotto controllo Palazzo Grazioli, che sono illegali, ecc., mente sapendo di mentire. La vicenda processuale ha tutte le caratteristiche: Il Pm riteneva di non avere alcuna altra possibilità per scoprire i fatti (e d'altronde, nei processi per sfruttamento della prostituzione, o ci sono le ragazze che raccontano cosa succede, oppure ci sono le intercettazioni); il tipo di reato ammette la possibilità di farle e i telefoni messi sotto controllo sono quelli di persone che non hanno nulla a che fare con la politica.
C'è poi un aspetto "governativo", e qui naturalmente ognuno può dire quello che vuole. Ma certo, il fatto di sentire il Presidente del Consiglio che dice che è a mezzo servizio, perchè ha altre cose per la testa, non è che ispiri grossa fiducia. Inoltre c'è un fatto economico: Tarantini, in base alle intercettazioni, ha avuto lucrosi appalti pubblici incassando denaro dei cittadini italiani, in cambio delle escort a Palazzo Grazioli, ad Arcore o a Villa Certosa. E' mai possibile che sia una scopata a decidere il futuro economico dell'Italia? Ed infine la solita arroganza del premier: quando dice a Lavitola "Non vi preoccupate, vi scagiono io", ma non solo. Anche quando, come sta facendo in questi giorni, il premier si rifiuta di fare il proprio dovere di andare a testimoniare a Napoli. Prima ha mandato i propri legali a fissare un giorno per l'appuntamento, poi ha cominciato a telefonare a Bruxelles, per creare un appuntamento diplomatico che gli consentisse di saltare l'interrogatorio. Poi l'ultimatum dei giudici ("interrogatorio entro domenica 18 o scatta l'accompagnamento coatto") e il premier che si rifiuta comunque di andare. Ma, a mo' di sfottò, aggiunge anche il fatto che lunedì andrà al processo che lo vede imputato a Milano. Un comportamento assolutamente irresponsabile, indegno di un Presidente del Consiglio.
Ed infine, il dato fondamentale: il ricatto. Un ricatto a cui Berlusconi è abituato a piegarsi. Pochi lo sanno, ma il premier è sempre stato ricattabile e ricattato. E lo ammise stesso lui, davanti ai Carabinieri in tempi non sospetti. C'è un loro verbale, depositato nel processo di Marcello Dell'Utri per mafia, che risale agli anni '80, nella quale Berlusconi parla a proposito di un episodio :qualcuno aveva piazzato e fatto esplodere una bomba vicino al cancello di una sua villa. E ai Carabinieri l'attuale premier, dopo aver ipotizzato che il colpevole fosse il suo ex stalliere Vittorio Mangano, dice: "Se me li avese chiesti, 20 o 30 milioni di lire glieli avrei anche dati, senza problemi".
Oggi non c'è bisogno di piazzare bombe, dato che punti deboli ne ha tanti. L'ha dimostrato Tarantini, incassando 850 mila euro più gli accessori (20 mila euro al mese, per esempio). L'hanno dimostrato le ragazze dell'Olgettina, che venivano pagate anche 10 mila euro a sera pur di mantenere il segreto. L'ha dimostrato Karima El Marough, alias Ruby Rubacuori, che non solo si è fatta tirare fuori di galera, dopo il suo arresto per aver rubato 3000 euro; ma ha anche patteggiato la stratosferica cifra di 5 milioni di euro (di cui solo 200 mila già pagati) col premier per dimostrarsi inaffidabile come teste e rendere inattendibili i verbali redatti dai Pm di Milano, che avevano interrogato la ragazza. L'ha dimostrato Marcello Dell'Utri incassando dal premier, come raccontò Il Fatto Quotidiano, 10 milioni di euro. Certo, si può credere anche che siano atti di liberalità, ma è una versione poco o per nulla credibile.
Le conseguenze sono ovvie: in altri Paesi, sarebbe lo stesso partito del premier a volerne le dimissioni. Ma è noto che il Pdl non esiste come partito: esso è solo Berlusconi e il suo strapotere mediatico. Quindi non può chiedere nulla al suo padrone. E anche la nomina di Angelino Alfano come segretario del partito, si è dimostrato solo uno schermo per allocchi: non ha alcun potere reale, non viene mai chiamato alle decisioni di coalizione, è presente solo in TV, dove magnifica l'operato del governo (anche al prezzo di qualche sciocchezza, come successo martedì scorso a Ballarò) e basta. E anche alcuni annunci fatti negli ultimi tempi (primarie, Alfano premier, magari con Letta al Quirinale, ecc.) si sono poi rivelati delle boutade lontanissime dal mondo reale.
Questo significa che ci dovremo tenere Berlusconi fino al 2013? Se non gli viene un accidente, sì. Non c'è alcun dubbio. Sul dopo, dipenderà dal Pd: se continuerà ad associarsi con l'Udc nell'aiutare Berlusconi, è probabile che quest'ultimo vincerà anche le elezioni del 2013; se comincerà a fare il proprio dovere, magari insieme all'Idv e a Sel, le cose possono cambiare.

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di Antonio Rispoli
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