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Il Capogruppo del Pdl alla Camera tenta di smorzare i toni

Cicchitto:"Nessun impeachment per Napolitano ma si valuti sistema bipolare"


Cicchitto:'Nessun impeachment per Napolitano ma si valuti sistema bipolare'
17/08/2010, 12:08

ROMA - Dopo la grave ed infamante accusa di "tradimento della costituzione" mossa dal deputato del Pdl Maurizio Bianconi nei confronti di Giorgio Napolitano e la secca risposta di quest'ultimo che aveva provocatoriamente chiesto alla maggioranza di avanzare addirittura una proposta d'impeachment, sull'intricata e delicata querelle interviene Fabrizio Cicchitto.
In un'intervista al Corriere della Sera, infatti, il capogruppo del Pdl alla Camera tenta di smorzare i toni; tenendoci a mantenere il formale rispetto dovuto dal Popolo del Libertà al Capo dello Stato. Per Cicchitto, infatti, è assolutamente fuori discussione la richiesta d'impeachment da parte del centrodestra anche se, al contempo, è auspicabile una presa di coscienza da parte del Quirinale per ciò che concerne le novità introdotte all'interno della Costituzione. Novità che, come ricorda anche Reuters, riguardano il bipolarismo e l'indicazione del Premier sulla scheda elettorale.
Dopo la furente nota emanata dal Colle a seguito delle malcelate accuse provenienti da un'area della maggioranza, dunque, Chicchitto ha dichiarato:"Sì siamo sorpresi perché la presidenza della Repubblica evoca termini quali quello dell'impeachment al quale nessuno di noi aveva pensato".
Per la precisione, dagli uffici di Napolitano, era difatti stata avanzata, qualora ne sussistessero i legittimi sospetti, la proposta di invocare l'applicazione dell'articolo 90 della Carta che, come noto, prevede appunto la messa in stato d'accusa del  presidente della Repubblica davanti al Parlamento.
Ma Chicchitto, in conclusione d'intervento, ha precisato: "Chiarito che rimane inalterato il rapporto di rispetto con il presidente della Repubblica, i termini del confronto sono quelli espressi da Maroni e da Alfano. E io concordo: ci troviamo in un sistema bipolare e facciamo le elezioni indicando il nome del premier e nessun capo dello Stato pensa poi di proporre un nome diverso da quello uscito dalle urne".
L'ennesima boutade estiva è giunta al suo epilogo; forse.

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di Germano Milite
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