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Tornata la pace sulle modifiche al 'pacchetto sicurezza'

Cie, Berlusconi: "Con Lega è tutto chiarito"


Cie, Berlusconi: 'Con Lega è tutto chiarito'
09/04/2009, 21:04

La piccola ‘incomprensione’ scoppiata dopo le votazioni alla Camera è già stata chiarita. Almeno a quanto afferma il presidente Silvio Berlusconi, che ha provato a distendere i rapporti tra il Pdl e la Lega, nelle ultime ore molto tesi. Con il ministro dell’Interno Maroni “è tutto chiarito”, ha assicurato il premier nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi, riferendosi al passo indietro del governo sulle ronde e alla bocciatura in Aula della norma sui Cie. “Nella maggioranza c’è piena condivisione sulle politiche della sicurezza”, ha assicurato il Cavaliere.

Berlusconi ha poi spiegato che si è incontrato con i ministri del Carroccio Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli prima e dopo il Consiglio dei ministri per trovare un punto di incontro che permetta di arrivare al fine condiviso, ovvero “non far decadere il decreto che scade il 26 aprile” e fare in modo che i Cie “non riaprano le porte a oltre mille clandestini”. Sulla sconfitta alla Camera, Berlusconi ha minimizzato: “l’emergenza terremoto e le vacanze di Pasqua hanno portato minori presenze, - ha detto, - ma sono situazioni che riusciremo a recuperare in maniera certa”.

Durante la conferenza stampa, il Cavaliere è tornato sulle ipotesi di una riforma che assegni maggiori poteri all’esecutivo. “Il premier dovrebbe avere gli stessi poteri dei colleghi europei, così come vanno ridotti i tempi per l’approvazione delle leggi”, ha dichiarato Berlusconi. “Le difficoltà, ha poi aggiunto, riferendosi alla catastrofe in Abruzzo, - dipendono dalla nostra architettura istituzionale. Non voglio fare polemiche ma dobbiamo tenere conto dei tempi parlamentari per l’approvazione di una legge. Il nostro sistema istituzionale deve essere adeguato alle esigenze di un Paese moderno”. Le riforme, secondo il premier, dovranno essere fatte “con l’accordo di tutti, anche dell’opposizione che si rende conto che uno Stato moderno non può avere tempi come quelli che abbiamo noi per l’approvazione delle leggi”.

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di Nico Falco
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