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Il ministro, La Russa e Manganelli contro le modifiche

Cie, Maroni furibondo: "Indulto per oltre mille clandestini"


Cie, Maroni furibondo: 'Indulto per oltre mille clandestini'
08/04/2009, 21:04

“Dire che sono furibondo è un eufemismo”. Con una votazione a scrutinio segreto sono stati approvati gli emendamenti del Pd e dell’Udc al decreto sicurezza che sopprimono l’articolo 5 del testo sull’esecuzione dell’espulsione degli immigrati. E il ministro dell’Interno, nel corso di una conferenza stampa convocata al Viminale, non ha fatto nulla per trattenere la sua ira. “Sono furibondo, anzi dire che sono furibondo è un eufemismo, - ha detto Roberto Maroni, - la bocciatura del Parlamento per l’allungamento della detenzione nei Cie rischia di vanificare tutte le politiche di questo governo in materia di contrasto all’immigrazione clandestina”.

Il ko alla Camera, secondo Maroni, rappresenta un “irresistibile richiamo a riprendere con maggiore vigore gli sbarchi in Italia”. La bocciatura dell’articolo 5 “è un vero e proprio indulto per i clandestini consentito dal Pd, dall’Udc e da alcuni franchi tiratori della maggioranza”. E annuncia che nel giro di due settimane “1038 clandestini, la maggior parte dei quali tunisini, saranno liberi e renderanno meno sicure le nostre città. E nelle successive due settimane, a causa di questo voto scellerato, dovremmo liberare altri 277 clandestini”.

Ma il ‘Maroni furioso’ non si ferma qui. Ha infatti annunciato che domattina, prima del Consiglio dei ministri, intende parlare col premier Silvio Berlusconi “per chiarire se quella del Governo è ancora una politica di rigore sull’immigrazione”. Chiederà al Cavaliere un impegno personale per reintrodurre al Senato la norma cancellata. “Ammetto, - ha detto Maroni, - che io non riesco a convincere la maggioranza, spero ci riesca il capo del PDl: i temi tecnici per modificare il decreto ci sono, basta chiedere ai presidenti delle camere il sacrificio di tenerle aperte per tre giorni”, visto che la settimana prossima il Parlamento sarà chiuso per le vacanze di Pasqua.

Arrabbiato per l’esito delle votazioni anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che però stigmatizza gli atteggiamenti da “primo della classe”. “Non do nessuna responsabilità alla dirigenza leghista visto che qualcuno pensa che sia stato organizzato un autogol, - ha detto La Russa, - Io non ci credo anche se non posso escludere che ci siano 15 scemi”. In caso la responsabilità sia da ascrivere ad esponenti del Pdl, conclude La Russa, “bisognerà individuare questi scemi”. 

Contro l’abolizione dell’articolo 5 anche il capo della Polizia, Antonio Manganelli. “Il segnale del ‘tutti fuori’ è quello che i trafficanti di uomini aspettavano”, ha sottolineato. “Risulta processualmente, - ha poi aggiunto Manganelli, - che le organizzazioni criminali gestiscono il traffico dei clandestini scandendolo sulla base delle attese che hanno riguardo alla rimessa in libertà. Il rimpatrio con soli due mesi di permanenza nei Cie è impossibile: questo è un dato tecnico”. Senza rimpatri, ha concluso il capo della Polizia, “ci accontentiamo del cartellino rosso dell’espulsione, che però non è come nel calcio, perché quasi mai i clandestini lasciano il campo”.

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di Nico Falco
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