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La migliore risposta agli insulti di Silvio Berlusconi

Coglioni e senza cervello, ma onesti



Coglioni e senza cervello, ma onesti
26/05/2011, 16:05

Ancora una volta abbiamo assistito, da parte del Presidente del Consiglio, all'insulto di chi non lo vota. Già nel 2006 disse: "Non posso pensare che in Italia ci siano tanti coglioni che votano per la sinistra". Ieri, a Porta a Porta, il bis: "Io non penso che questi signori (Pisapia e De Magistris, ndr) riusciranno a vincere queste elezioni, se veramente i milanesi e i napoletani non andranno a votare, lasciando a casa il cervello".
Io personalmente non ho mai votato per lui e per il suo partito, e quindi direi che per il signor Silvio Berlusconi io sia un coglione senza cervello; per di più non sono nemmeno un ricco imprenditore che, come lui stesso ebbe a dire nel 2006, durante i confronti televisivi con Romano Prodi, sono gli unici che contano.
Però io posso dire una cosa che lui non può dire: io sono onesto. So di non aver mai commesso alcun reato, e lo può testimoniare anche la mia fedina penale. Peccato che non si possa dire lo stesso per il Presidente del Consiglio. Il quale ha la fedina penale pulita, ma solo perchè ha usato il suo ruolo per cancellare o bloccare i propri processi. Infatti, l'unico processo che si è sviluppato prima che scendesse in politica, è finito con una condanna (Corte d'Appello di Venezia, per falsa testimonianza: chiamato come testimone in un processo per diffamazione, aveva detto al giudice di non aver mai fatto parte della P2. La condanna ad un anno e mezzo di reclusione venne poi coperta dall'indulto del 1990). In quelli dopo ha quasi sempre interferito, abusando dei suoi poteri di Presidente del Consiglio. Per esempio nel 2001, il primo provvedimento che venne emanato fu una modifica del reato di falso in bilancio, le cui pene vennero ridotte quasi a zero. In questa maniera il reato è diventato improcedibile perchè va subito in prescrizione e ciò, oltre a fare la felicità di evasori e mafiosi (entrambi così possono creare fondi neri), gli ha permesso di chiudere un paio di processi che lo riguardavano. Dai quali non esce assolto nel merito, cioè perchè è innocente, ma solo perchè la legge è cambiata.
Poi ci sono gli innumerevoli processi da cui esce prescritto, espressione che non è sinonimo di assoluzione. Infatti la prescrizione significa che il Giudice dice all'imputato: "In base alle prove depositate, lei è colpevole dei reati che le son ocontestate. Ma il tempo che la legge mette a mia disposizione per emettere la sentenza è finito. Quindi, a meno che lei non voglia continuare per avere una assoluzione nel merito, il processo si chiude qui". Il che è quello che fece Giuliano Pisapia: assolto in primo grado per insufficienza di prove (e non condannato, come dicono falsamente in molti) venne amnistiato, ma questo non gli bastava. E quindi fece ricorso in appello per avere una sentenza di completa assoluzione. Invece Berlusconi non l'ha mai fatto. Anzi, ha sempre usato ogni sorta di trucco per impedire che i processi si svolgessero, riparandosi dietro la scusa dei suoi impegni di Presidente del Consiglio e degli impegni da parlamentare dei suoi avvocati, tutti eletti in Parlamento (Nicolò Ghedini, Piero Longo, Pecorella, ecc.). Così ha collezionato una serie di prescrizioni, che dimostrano che quei reati li ha commessi sul serio.
Poi ci sarebbero anche tre assoluzioni nel merito. CI sarebbero, sì, ma non ci sono. Ce ne sono solo due. La terza, quella delle tangenti alla Guardia di Finanza, è una sentenza sbagliata. SI potrà dire: "Ma chi sei tu per dirlo?". Il punto è che non lo dico io, ma la Corte di Cassazione, la stessa che l'aveva assolto. Nella sentenza fatta su David Mills, oltre a specificare che l'avvocato inglese era stato pagato da Berlusconi, attraverso un manager Fininvest (Bernasconi, morto nel 2001), per mentire nei due processi a carico del Presidente del Consiglio che lo vedevano impegnato come testimone, parlano anche del processo per le tangenti alla Guardia di Finanza. E dicono, i Supremi Giudici, che quella sentenza di assoluzione venne emessa perchè c'era contrasto tra le prove presentata dai Pm e le parole di Mills. Per cui, essendoci dei dubbi sulla colpevolezza del premier, non restò altro da fare che assolvere. Ma, dato che si è poi appreso che quelle parole erano menzognere, se i giudici allora avessero saputo questa verità giudiziariamente accertata, non avrebbero potuto fare altro che condannare anche il premier, come vennero condannati i suoi manager e i finanzieri corrotti.
Quindi, tra prescrizioni, reati cancellati e quella singola condanna indultata, Berlusconi non potrà mai dire di essere onesto. Io posso dirlo, con fierezza ed orgoglio. E quindi, è inutile abbassarsi ad un livello tanto infimo da mettersi ad insultare; anche perchè Berlusconi sa di poterlo fare impunemente, grazie alla protezione che gli offre l'articolo 68 della Costituzione (a lui e a tutti i parlamentari). Se il signor Mario Rossi gli restituisse pan per focaccia, che farebbe? Sicuramente scatterebbe una denuncia. E non è solo una mia idea, è successo, quando Pietro Ricca nel 2005 gli disse, all'uscita dal Tribunale (stava prendendo tempo in attesa che venisse promulgata la legge ex Cirielli, che mandò in prescrizione alcuni suoi processi) gli disse: "Fatti processare, buffone". Un insulto decisamente inferiore a quelli che quotidianamente Berlusconi pronuncia, ma che costarono un processo al signor Ricca (processo poi finito con una assoluzione). Allora, inutile rispondere. Andiamo fieri gridando: Coglioni e senza cervello? Forse. Ma sicuramente onesti"

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di Antonio Rispoli
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