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Coisp: “I veri sequestrati sono i tutori dell’ordine costretti a un lavoro massacrante”


Coisp: “I veri sequestrati sono i tutori dell’ordine costretti a un lavoro massacrante”
08/10/2011, 11:10

“Di fronte alla notizia della volontà di presentare un esposto manifestata da tre cittadini tunisini giunti clandestinamente in Italia, che lamentano le condizioni del loro rimpatrio, possiamo dire solo una cosa: vogliamo aggiungere le nostre firme in calce alla denuncia, perché i veri sequestrati, i veri maltrattati, i veri sfruttati, i veri soggetti in questo Paese che per primi pagano le spese delle problematiche legate all’immigrazione clandestina che ormai hanno assunto proporzioni mostruose sono i tutori dell’ordine. Vogliamo giustizia, vogliamo essere risarciti, vogliamo che i responsabili di tutto ciò paghino”.
Inevitabile lo sfogo di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, di fronte alla notizia battuta dalle agenzie di stampa di tre magrebini giunti clandestinamente a Lampedusa, dove sono rimasti fino ai disordini che hanno portato alla semi distruzione del Centro per immigrati, per poi essere trasferiti sulle navi ormeggiate a Palermo, dove hanno subito, secondo quanto denunciato per loro conto dall’Arci, una permanenza degradante e disumana. I legali che si occupano della faccenda, ha informato inoltre l’Arci, presenteranno ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo per la presunta “violazione dei diritti fondamentali subita da migliaia di migranti alle frontiere italiane”.
“E allora per carità, denuncino anche il trattamento impossibile di uomini e donne della Polizia di Stato sequestrati e reclusi per intere giornate a bordo di aerei per i rimpatri che non possono decollare, o per ore ed ore di turni disumani in ogni singolo luogo in cui ci siano da gestire immigrati clandestini. Ci facciano questo piacere. Noi del Coisp – aggiunge il Segretario Generale -, che abbiamo visitato ognuna di queste realtà in Italia, possiamo testimoniare a Strasburgo ed anche in capo al mondo o all’inferno, quel che i nostri colleghi subiscono durante ognuna di quelle interminabili giornate in cui, mentre si lavora tra proibizioni e rischi alla salute di ogni genere, all’improvviso, può arrivare l’aggressione, la violenza, la morte. Chiediamo che tutto questo finisca, e che questo Governo affronti la situazione come ci si aspetta da uno Stato serio. Lo vogliamo certamente più noi – conclude Maccari -, che in certe condizioni disumane siamo costretti non per nostra volontà e che subiamo turni e condizioni di lavoro fuori da ogni ragionevolezza, rispetto a chi, spiace profondamente dirlo, mettendosi nelle mani di mercanti di esseri umani senza scrupoli per i cosiddetti viaggi della speranza paga addirittura fino all’ultimo dei suoi averi per essere stipato nelle stive dei nuovi schiavisti, sapendo bene che approdare in un Paese senza le richieste condizioni di legalità vuol dire essere rimandato indietro, una volta di più se si distrugge la struttura deputata ad ospitarlo”.

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di Redazione
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