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Romano: colpa anche della CGIL

Commissariamento Sanità: question time di Rivellini


Commissariamento Sanità: question time di Rivellini
28/07/2009, 17:07

Il Presidente del Gruppo An-Pdl in Regione Campania ed europarlamentare Enzo Rivellini ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Ho presentato una interrogazione question time sul taglio degli stipendi dei medici dell’Asl Napoli 1 e 2 che si è determinato per l’ennesima svista compiuta da chi gestisce la sanità in Campania. Tutto nasce dall’applicazione del nuovo Acn per la medicina generale del 2005 secondo il quale ai medici di famiglia è stata erogata una voce stipendiale calcolata in maniera difforme rispetto alla maggioranza delle Asl italiane e campane. Solo dopo tre anni ci si è accorti di eventuali calcoli diversi ed in virtù di ciò le Asl Na 1 e 2 hanno effettuato delle decurtazioni ai medici di famiglia dei territori di riferimento chiedendo la restituzione di somme varianti tra i 20mila ed i 30mila euro. Dalla risposta della giunta, letta in aula oggi dal vicepresidente Valiante che ringrazio e che ha sostituito il competente assessore al ramo, Santangelo, forse assente perché commissariato, è emerso che sono trascorsi diversi anni prima di effettuare le verifiche e nessuno in giunta ed in assessorato si è preso la briga di chiedere conto a quanti evidentemente per diversi anni hanno adottato criteri di calcolo difformi. Non è certo un caso che tutto ciò sia avvenuto proprio nelle Asl Napoli 1 e 2, dove la prima è la più grande ed indebitata d’Europa e la seconda è finita al centro di scandali giudiziari. Il caso dei medici di famiglia, da cui oggi si pretende la restituzione di somme che le Aziende per anni hanno loro riconosciuto, non è che l’ennesima prova di un sistema completamente fuori controllo e nel quale l’assetto contabile è seriamente a rischio. Dalla risposta della giunta di oggi emerge ancora una volta che il centrosinistra non verifica la situazione gestionale delle aziende sanitarie che contribuiscono a creare il buco devastante dei conti della sanità.

Premesso che non è accertato l’errore di calcolo, come è possibile che nessuno paghi per questo presunto errore ? E come è possibile pensare di chiedere fino a 30mila euro ai medici che oggi per i disastri della sanità non riescono a portare avanti i loro studi ? E come si permettono di chiedere addirittura gli interessi per loro eventuali colpe ? Questa giunta regionale che si lamenta del commissariamento della sanità dovrebbe vergognarsi per casi come questo che dimostrano tutta l’incapacità del centrosinistra». 

Il presidente del Gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale della Campania Paolo Romano ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Non volendomi spingere fino al punto dal dover ricordare che il principale sindacato dei lavoratori, la Cgil (dalle cui fila provengono molti esponenti della politica di governo regionale), essendo stato uno dei pilastri principali dell’azione di governo, è stata quanto meno silente partecipe del disastro della Sanità campana, preferisco semplicemente sottolineare che certe esternazioni tradiscono ancora una volta quel ruolo centrale e insostituibile che un sindacato dovrebbe ricoprire: la difesa e la tutela dei lavoratori, non del padrone.
Se i dirigenti della Cgil avessero letto le carte forse avrebbero esitato più di un istante prima di abbandonarsi a semplicistiche e improbabili critiche nei confronti dei funzionari del Tavolo Tecnico e governo Berlusconi. Infatti, i tecnici dei ministeri non hanno affatto certificato la nullafacenza del governo regionale. Hanno responsabilmente detto altro e cioè, che, al di là della inaffidabilità della documentazione consegnata, l’attuazione del Piano di Rientro non è avvenuta nei modi e nei tempi sottoscritti generando un nuovo, nuovissimo stock di debiti, per circa 900milioni di euro a causa del quale tantissimi altri lavoratori della sanità (operatori privati, delle cooperative ecc.), proprio quelli che la Cgil dovrebbe tutelare, entreranno in sofferenza poiché ancora una volta non potranno essere pagati da un sistema sanitario regionale che ha ancora conti aperti con fornitori di beni e servizi ante 2005.
Quello che i tanto vituperati tecnici dei ministeri si stanno sforzando di dire a chi non vuol sentire è che se davvero si voleva evitare di aggravare il peso dei balzelli regionali sui lavoratori e se davvero di voleva risolvere la gravissima situazione finanziaria e strutturale della Sanità, la Regione avrebbe dovuto muoversi per tempo. Ora, invece, nel 2010, bisognerà ripianare lo sforamento dello sforamento 2008, quello del 2009 e quello che, se non si corre subito ai ripari, si genererà nel 2010.
E allora chiederei alla Cgil: chi vogliamo tutelare, i lavoratori o Bassolino? E chi è più antimeridionalista, chi ha governato la Campania per oltre 10 anni mettendola in ginocchio o chi le sta risolvendo le emergenze una dopo l’altra?”

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di Redazione
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