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Commissione beni confiscati: "A Marano ancora occupati la villa bunker di Polverino"


Commissione beni confiscati: 'A Marano ancora occupati la villa bunker di Polverino'
28/02/2012, 17:02

«La villa bunker di Giuseppe Polverino (5000 mq tra appartamenti, garage, cantinole e dependance) ancora occupata dai suoi familiari, terreni agricoli per oltre 20 mila metri quadri ancora coltivati da terzi senza autorizzazione, finanziamenti per la realizzazione di un’isola ecologica su un terreno confiscato ancora bloccati: la situazione dei beni confiscati a Marano richiede un intervento urgente e questa commissione, in stretta sinergia con l’amministrazione comunale, intende mettere in campo tutte le azioni necessarie volte a restituire alla collettività quanto era stato sottratto dalla violenza camorristica e lo Stato non è riuscito ancora a riutilizzare» lo affermano in una nota congiunta i componenti della Commissione Regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato, Mafalda Amente, Corrado Gabriele e Anita Sala che questa mattina hanno ascoltato in audizione gli assessori del comune di Marano Oreste Granata e Claudia De Magistris «Ancora a gennaio di quest’anno il sopralluogo delle forze dell’ordine nei beni confiscati a Polverino in via Marano Pianura verificavano l’occupazione da parte di terzi. In realtà nella villa abita ancora la moglie stessa di Polverino. Se si dovrà provvedere allo sgombero amministrativo questa commissione è pronta ad essere accanto all’amministrazione comunale perché si dia un segnale netto di ripristino effettivo della legalità e si realizzi una progettualità utile alle complessive esigenze di questo comune. In realtà» proseguono i componenti della commissione «si ha la sensazione che a Marano i beni un tempo appartenuti alla criminalità organizzata siano confiscati sulla carta ma poi non siano rientrati realmente nel patrimonio del comune. Evidentemente, non si può dare la colpa all’amministrazione comunale, esistono responsabilità complessive che investono tutti gli attori istituzionali coinvolti. Ma è giunto il momento di realizzare una svolta su un territorio dove le operazioni di forze dell’ordine e magistratura stanno imprimendo un duro colpo alla criminalità organizzata». E oltre agli immobili i consiglieri regionali evidenziano criticità legate anche al riutilizzo di terreni agricoli «Ci sono 22.500 mq di terreni confiscati che potrebbero divenire occasione di lavoro soprattutto per i giovani ed invece ancora oggi risultano coltivati da terzi» dicono Amato, Amente, Gabriele e Sala «Bisogna intervenire con un bando pubblico di assegnazione e verificare tutte le possibilità di co-finanziamento regionali e europee per avviare attività che possano creare occupazione e sviluppo. Esistono in Campania esempi concreti in merito, bisogna seguirli. Inoltre» affermano i consiglieri «si deve capire perché ancora non è stato possibile realizzare un’isola ecologica su un altro terreno confiscato, dove pure erano stati individuati 850 mila euro di finanziamenti di fondi POR, poi bloccati per lo sforamento del patto di stabilità, ma sui quali era intervenuto all’unanimità il consiglio regionale con un ordine del giorno promosso da questa commissione. Quell’isola ecologica è una necessità primaria per Marano, si dia seguito agli impegni presi». La commissione ha quindi programmato una serie di sopralluoghi sui beni confiscati a Marano e dato la sua piena disponibilità ad accompagnare l’amministrazione comunale nella stesura di un complessivo piano di riutilizzo del patrimonio confiscato che insiste sula territorio.

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di Redazione
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