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Comune di Napoli. Che Vergogna.


Comune di Napoli. Che Vergogna.
31/03/2012, 17:03

 

COMUNE DI NAPOLI: SFRATTO COATTO ALL’A.N.I.D.A. L’ASSOCIAZIONE DI “DIVERSAMENTE MODA”


 


 

di: Giuseppe Biasco


 

“Sono arrabbiato ed indignato!” Non riesce a trattenersi Giuseppe Sannino, il dinamico presidente della Associazione Nazionale Italiana Diversamente Abili - .A.N.I.D.A. “Cambiano i Sindaci, ma la burocrazia resta sempre la stessa!” La vicenda ha veramente del paradossale: mentre da una parte il Comune organizza un tavolo di confronto interistituzionale per portare avanti il Progetto “DIVERSAMENTE MODA” proposto dall’A.N.I.D.A., dall’altra la stessa amministrazione fa recapitare l’intimazione dello sfratto coatto dalla sede che l’associazione attualmente occupa in Piazza Cavour, di proprietà dello stesso Comune.

E’ una lunga storia quella della sede dell’associazione, ed il carteggio tra il Comune e il presidente Sannino è imponente! L’A.N.I.D.A. aveva ottenuto dal Comune di Napoli l’assegnazione di una sede in comodato d’uso gratuito in Via Chiaia, che si rivelò inadeguata per una associazione di disabili ed i costi per renderla agibile erano elevati. Dopo lunghe riunioni e documenti prodotti, furono individuati i locali di Piazza Cavour, dove l’associazione si trasferì. Ma anche quella sede aveva dei particolari problemi, che furono sollevati e che non ebbero risposte soddisfacenti. La sefe era divisa con altre associazioni, molti lavori di manutenzione erano stati fatti, ma come spesso accade in questi casi non quelli necessari. Tutto questo era destinato a diventare secondario quando la Romeo, nel 2010, mise in mora l’associazione, chiedendo 76.000 euro per pigioni mai versati. Alle rimostranze della Associazione, che documenti di assegnazione alla mano rivendicava il suo diritto, l’assessore del tempo, operò uno sconto sui pigioni dovuti, come atto di buona volontà da parte dell’ente nei confronti della Associazione. “Non ci sto a passare per un approfittatore o peggio, per una associazione assistita clientelarmente. Sono pronto ad assumermi tutte le responsabilità nei confronti del Comune, ma la concessione della sede era gratuita e non devo niente per il pregresso.” Afferma Sannino con la foga che lo contraddistingue. “Sono mesi che discutiamo con il Capo Gabinetto del Sindaco De Magistris per trovare una soluzione al problema ed abbiamo dato anche la nostra disponibilità a lasciare quella sede di piazza Cavour per una più piccola, mentre lavoravamo con l’assessore alle Politiche Sociali per il progetto “DIVERSAMENTE MODA”, quando ci è arrivata la comunicazione del Comune dello sfratto coatto della sede. Ci sentivamo tranquilli, perché era il Capo Gabinetto del Sindaco a coordinare tutta l’intrigata faccenda e pensavamo che la soluzione fosse vicina.”

“Una associazione di disabili non è ricca, ma noi eravamo pronti ad assumerci tutte le nostre responsabilità! Invece non è stato così.

“E’ un brutto colpo per noi” continua Sannino, speravamo che il Comune fosse al nostro fianco per la lotta dei disabili napoletani per un lavoro qualificato, speravamo che i locali di Piazza Cavour potessero essere utilizzati per “ DIVERSAMENTE MODA”, un progetto particolarmente importante per noi, invece, adesso non sappiamo che pensare” E’ veramente arrabbiato ed indignato il presidente Sannino, “Non solo siamo debitori al Comune per un contratto mai fatto, ma dobbiamo anche lasciare la sede, non meritavamo di essere trattati così dalla Amministrazione Comunale, con la quale lavoriamo da sempre e con buoni risultati.”

E’ indubbio che qualcuno ha sottovalutato il potere della burocrazia che è lenta, ma inesorabile, se non è correttamente indirizzata. Le carte si spostano da una scrivania ad un'altra, si perdono e poi scompaiono, per ricomparire, come un fiume carsico, producendo danni nel tessuto sociale della città, spesso difficilmente superabili. Speriamo che la denuncia del Presidente Sannino, faccia scuotere l’Amministrazione Comunale e consentire la soluzione di un problema che non avrebbe mai dovuto nascere.

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di Raffaele Pirozzi
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