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Concluso primo Convegno in programma al Congresso Coisp

Tema "Quali diritti per i poliziotti?"

Concluso primo Convegno in programma al Congresso Coisp
24/06/2013, 17:29

Si è concluso, dopo uno svolgimento intenso e caratterizzato da un serrato confronto fra i relatori,       il primo dei due Convegni organizzati nell’ambito del 6° Congresso Nazionale del Coisp battezzato “+ Indipendenza = > Valore!”, e tenutosi presso il Teatro Comunale di Vicenza. Un confronto da cui, comunque, è emerso chiaro da ogni intervento, il dato “preoccupante” della sempre più diffusa tendenza a criminalizzare l’operatore delle Forze di Polizia in base al preconcetto che lo vuole simbolo di un uso smodato della forza.

La tre giorni del Sindacato Indipendente di Polizia, si è aperta in precedenza con la splendida esibizione all’arpa di Daria Bolcati, che ha eseguito l’Inno d’Italia per il parterre, in cui presenziavano numerosi Rappresentanti Istituzionali e delle varie Forze di Polizia.

Poi si sono susseguiti i saluti, anzitutto di Luca Prioli, Segretario del Coisp Veneto, padrone di casa, che non ha potuto evitare di far riferimento al “cuore” messo nella realizzazione della tre giorni dedicata ai colleghi e a tutta la Polizia di Stato.

Il microfono è di seguito andato alla Dr.ssa Elena Donazzan, Assessore alle Politiche dell’Istruzione e della Formazione della Regione Veneto, che ha patrocinato il Congresso, e che ha voluto sottolineare l’importanza dei temi trattati al Congresso e la vicinanza ai poliziotti tutti.            “Il ringraziamento al Coisp - ha detto - va soprattutto per questo, perché è attivo nelle sue funzioni interne, ma soprattutto parla alla cittadinanza, che sa spingere a ragionare ed a conoscere la Polizia di Stato, fornendo a tutti, soprattutto ai più giovani, l’esempio positivo di chi veste la divisa”.

Anche il Dott. Angelo Sanna, Questore di Vicenza, ha voluto dare il benvenuto a tutti, elogiando la capacità dei poliziotti e soprattutto di quelli appartenenti al Coisp: “Il Coisp ha un ruolo importante      - ha commentato -, ha una grande capacità di sollecitare l’Amministrazione e di questo deve essere ringraziato. Io stesso ne ho tratto tanto per la mia crescita professionale. E, oggi, continuare il dibattito come fate voi in ogni occasione, è solo un motivo di plauso”.

Ha dato il proprio benvenuto anche il Sindaco di Vicenza, Achille Variati che, a nome dei cittadini, ha voluto pronunciare due parole “rispetto, e grazie per il vostro lavoro”.

Anche il Prefetto di Vicenza, Dr. Melchiorre Fallica, ha poi ricordato che l’intera cittadinanza “deve solo ringraziarela Polizia di Stato, sapendo quali enormi difficoltà debba affrontare”. 

E’ stata quindi la volta dei primi appuntamenti con “10 Minuti/ 1000 Parole”. Nel corso del primo il Segretario Generale del Coisp, Franco Maccari, ha intervistato Maurizio Masciopinto, Direttore dell’Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Ci si è soffermati, soprattutto, sull’importanza della comunicazione e della capacità di creare il confronto e la relazione, fra il settore Sicurezza ed i cittadini ma anche, a ben vedere, fra qualsivoglia interlocutore.

Subito dopo Mino Carrara, redattore dell’Eco di Bergamo, ha iniziato l’intervista a Mirko SchioPresidente dell’Associazione Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere (FERVICREDO), chiedendo e ottenendo dalla platea un fragoroso applauso per tutte le Vittime del Dovere.

“Raccogliamo e ci rivolgiamo – ha detto Schio – alle Vittime della criminalità di ogni ‘genere’, feriti, vedove, orfani e quant’altro, e non solo della Polizia di Stato. Curiamo per loro tutta la parte burocratica per far ottenere i benefici previsti. L’Associazione ha motivo di esistere per tenere alta l’attenzione verso questi soggetti, che nel corso del tempo l’hanno vista non di rado calare. Ed anche la nascita di questa nostra Associazione è dovuta al Coisp. Questo spiega meglio di mille parole a quante cose importanti serva un Sindacato di Polizia”.  

Dopo la nuova esibizione della Bolcati, che ha suonato l’“Arabesque” di Debussy, hanno preso il via i lavori del vero e proprio Convegno, moderato da Gianluca Versace, Giornalista di “Canale Italia”.

Maccari ha introdotto il tema dell’incontro: “La Polizia a difesa dei diritti dei cittadini, ma quali diritti per i Poliziotti?”, che non poteva aprirsi se non con un riepilogo della bufera mediatica abbattutasi sul Coisp dopo il sit-in del 27 marzo tenuto a Ferrara proprio per chiedere che i Poliziotti non vengano considerati al di sotto della legge, ma che questa venga loro applicata come a tutti gli altri cittadini e non, ingiustamente, in maniera più sfavorevole.

Il Dr. Alfredo Mantovano, Giudice Corte d’Appello di Roma e già Sottosegretario di Stato agli Interni, ha posto immediatamente l’accento su quanto sottovalutato o addirittura ignorato sia, nel contemperamento dei diritti che sono in gioco quando diverse componenti della società entrano in contatto, il diritto dei poliziotti a non subire ogni genere di violenza o resistenza o minaccia senza poter reagire senza rischiare di giocarsi la reputazione. “L’equilibrio è sempre difficile - ha detto -,   ma quando sei in mezzo alla strada è ancor più difficile fare scelte immediate e risolutive”. Mantovano non ha mancato di evidenziare come interventi normativi in tal senso sarebbero necessari.

Di seguito il Senatore Maurizio Gasparri, Vice Presidente del Senato, non ha esitato a parlare di “Forze dell’ordine intimidite quando devono occuparsi di ordine pubblico”, ma anche di altre penalizzazioni come le previsioni della riforma Fornero in tema di pensioni “la cui applicazione per gli appartenenti al Comparto abbiamo scongiurato proprio nei giorni scorsi”.

Il Prefetto Alessandro Marangoni, Vice Capo Vicario della Polizia di Stato, ha esordito portando il saluto affettuoso del Capo della Polizia, Alessandro Pansa, e condannando subito il luogo comune che “vedrà per sempre il poliziotto che alza lo sfollagente soccombere sotto il giogo del pregiudizio dovuto a vicende che si trascineranno per troppo tempo”, parlando quindi di “un corto circuito che si è nutrito di luoghi comuni ingiusti e pericolosi”, sui quali spesso si basano giudizi che non sono conseguenza di una reale analisi dei fatti, ha aggiunto citando quel “due pesi e due misure” che emerge ad esempio dalla quasi totale noncuranza di tutti i gravissimi episodi che così frequentemente vedono gli Operatori di Polizia vittime di violenze. Una cosa che rispetto all’ordine pubblico non è consentita, ha ammonito Marangoni. “La gestione dell'ordine pubblico è la cosa più delicata dell'attività della Polizia di Stato - ha detto il dirigente -. Non è una cosa con cui si possa scherzare,     o che si possa strumentalizzare o che possa consentire di giocare sull’equivoco”.  

E un durissimo intervento a difesa dell’operato delle Forze dell’Ordine è stato quello del Senatore Carlo Giovanardi (PDL), che non ha esitato a condannare in maniera chiara e decisa “un modo di pensare ed un modo di dare segnali da parte di rappresentanti istituzionali, che tutto sono fuorché segnali a favore delle Forze dell’Ordine”. Il parlamentare ha citato a tal fine le reazioni completamente opposte a situazioni identiche, che dimostrano disparità di trattamento e                    “un orientamento che porta a criminalizzare gli Operatori della sicurezza”. “Se un poliziotto è condannato viene messo in croce, soprattutto dai politici e dai rappresentanti istituzionali, anche solo se chiede il rispetto dei suoi diritti - ha detto citando a titolo di esempio i fatti di Ferrara -.                  Se un poliziotto viene assolto, e nonostante che venga assolto, gli stessi politici e rappresentanti istituzionali sono pronti a manifestare in corteo con chi l’aveva accusato. Ma una sentenza è quella che condanna e una sentenza è quella che assolve”. “Sono indignato - ha incalzato - da un circuito istituzionale che non fa che alimentare l’astio verso le Forze dell’Ordine, e che, del tutto al di là delle specifiche vicende, le criminalizza a prescindere anche dalla conoscenza dei fatti. Una pressione ideologica, politica, culturale, e mediatica che produce un rischio altissimo, il rischio che di fronte alla necessità di intervenire un Appartenente alle Forze dell’Ordine decida di girarsi dall’altra parte”        ha aggiunto paventando l’introduzione del reato di tortura come la pietra tombale sulla serenità e sulla volontà degli Appartenenti al comparto di svolgere il proprio lavoro.

“E’ molto più facile difendere spacciatori e appartenenti alla criminalità organizzata piuttosto che appartenenti alle Forze dell’Ordine” ha esordito infine Eugenio Pini, avvocato penalista specializzato nella tutela delle Forze dell’Ordine, facendo riferimento ai preconcetti con cui ci si batte quando l’accusato è un Operatore del Comparto, che normalmente vive procedimenti di “un’inimmaginabile spietatezza”. “Siamo arrivati a un punto di non ritorno - ha aggiunto -, un punto in cui si è perso di vista un concetto fondamentale, che le Forze dell’Ordine non fanno che difendere un diritto costituzionalmente garantito, che è quello alla sicurezza. Non lo fanno per se stessi o per qualche motivo speciale. E’ un concetto semplice ma fondamentale”. Depenalizzare la colpa lieve negli interventi delle Forze dell’Ordine, il gratuito patrocinio ai poliziotti contusi in servizio,                         o un’assicurazione obbligatoria dell’amministrazione di appartenenza, sono solo alcune delle proposte espresse poi dal penalista, dopo un’approfondita panoramica delle gravi problematiche che assillano gli Operatori della sicurezza coinvolti in questioni giudiziarie, “nella cui panoramica – ha aggiunto –, il processo penale è forse il meno che spetta loro, considerato che dopo arriva il momento della conseguenza disciplinare e dopo ancora quello in cui li tira in ballo la Corte dei Conti. E’ un iter che gli altri cittadini non conoscono e non subiscono. E’ qualcosa che distrugge intere vite ed intere famiglie”. Il dibattito acceso fra gli illustri ospiti ha caratterizzato le ultime battute del Convegno che si è chiuso con la speciale sorpresa dell’intervento in video di Stefania Petyx ed il bassotto e di Luca Abete, inviati della trasmissione “Striscia la notizia”, che hanno voluto rivolgere un singolare in bocca al lupo a tutti gli Appartenenti al Coisp.

Domani, a partire dalle ore 11.00, il secondo Convegno intitolato “Dal web alla strada: esistono soluzioni per fronteggiare la crescente richiesta di sicurezza contemperando risorse sempre più limitate ed il mantenimento della legalità?” con altri relatori del massimo calibro. 

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di Redazione
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