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Napoli. Il centrosinistra pronto ad assaltare la diligenza

Concorsi e stabilizzazioni: ecco come preparano le Comunali


Concorsi e stabilizzazioni: ecco come preparano le Comunali
05/05/2010, 14:05

NAPOLI - Un anno di gestione in vista delle prossime elezioni. Il centrosinistra ha perso la Provincia di Napoli e la Regione. Non vuole regalare al Pdl anche il Comune. E per farlo non può contare su un’amministrazione efficiente, su un bilancio positivo di cose fatte da presentare agli elettori l’anno prossimo. Allora hanno pensato di seguire il modello Bassolino, di recuperare il consenso con le clientele. Non è il solito copione, al quale i napoletani sono abituati ormai da decenni. Si tratta di qualcosa di più. Stanno tentando di creare una macchina da guerra che in un anno dovrà sfornare migliaia di posti di lavoro ed incarichi con l’obiettivo di racimolare voti. Un anno di spudorata gestione, di lottizzazione della cosa pubblica, di raccomandazioni e di stabilizzazioni premio per i collaboratori dimostratisi fedeli.
Partiamo dai concorsi. I principali ne sono due. Il primo prevede l’assunzione di 530 persone; il secondo è interno al Municipio per ben 280 dirigenti. Gli amministratori di centrosinistra tenteranno, inoltre, di stabilizzare i loro staffisti, i dirigenti ed il personale a contratto a tempo determinato. Infine, c’è il carrozzone delle società miste, delle municipalizzate che garantiscono poltrone nei consigli di amministrazione, assunzioni e consulenze. Un business di migliaia di euro sprecati senza che la comunità ne tragga beneficio. Devono rinnovare i vertici della “Mostra d’Oltremare”, dell’ “Asia”, dell’ “Arin”, della “Napolipark”, del centro agroalimentare. Tanto per fare qualche esempio. Dodici mesi per vincere le elezioni. In dodici mesi devono accaparrarsi tutto. Senza pietà. Sul campo lasceranno solo macerie ed un esercito di raccomandati da sfamare a fine mese. Solo così il centrosinistra può giocarsi la partita e competere col Pdl. A meno che non sia il centrodestra a suicidarsi, ma questa è un’altra storia.

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di Giovanni De Cicco
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