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Condono, Domenico Savio attacca Mara Carfagna


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Condono, Domenico Savio attacca Mara Carfagna
05/02/2013, 10:48

"Non siamo così folli da pensare di avere il minimo interesse ad abbattere anche soltanto un balcone di questi edifici. Quindi lasciateci lavorare, abbiate fiducia in noi, l'unica speranza è quella di arrivare al governo regionale e poi il governo regionale si assumerà la responsabilità di non demolire un pilastro soltanto di questi edifici". Queste frasi sono state pronunciate dall’allora Ministro Mara Carfagna a Sant’Antonio Abate nel corso delle elezioni regionali del 2010 dove risultava la capolista della lista del centrodestra di Silvio Berlusconi. Frasi rivelatesi poi solo promesse elettorali interessate e disattese, visto che dopo l’elezione di Stefano Caldoro a Presidente della regione Campania sono state abbattute tantissime case di necessità. In quei giorni, mentre la maggior parte dei dirigenti campani anti-ruspe e dei loro seguaci della Terraferma abboccarono all’amo della rivelatasi falsa promessa elettorale, l’unico ad attaccare Mara Carfagna e i galoppini del centrodestra fu Domenico Savio, promotore a livello nazionale della battaglia contro le demolizioni delle abitazioni di necessità. Ebbene, a tre anni di distanza dalle elezioni regionali del 2010 e a tre settimane dalle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 Mara Carfagna, capolista alla Camera in Campania per il PDL, è ritornata alla carica proponendo la riapertura del condono in Campania dimenticando, però, che nell’aprile del 2010 dopo l’approvazione di un inutile decreto legge ferma-ruspe del governo, bocciato poi dal Parlamento, aveva dichiarato che quella sarebbe stata l’ultima volta che avrebbero legiferato in materia. Sulla nuova promessa elettorale della Carfagna è intervenuto duramente Domenico Savio, capolista al Senato per il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista che ha dichiarato: “E’ vergognoso che il centrodestra in occasione di campagne elettorali continui a illudere i cittadini con promesse che poi non mantiene ed è moralmente e umanamente intollerabile la strumentalizzazione elettorale di un dramma sociale, che è di proporzioni immani e che investe tante povere famiglie lavoratrici della nostra Campania. L’ex ministro Mara Carfagna, deputati e senatori del centrodestra e lo stesso Silvio Berlusconi per raccogliere voti hanno promesso la soluzione del problema, ma poi, quando avevano la possibilità di governo e parlamentare non l’hanno fatto per difendere altri interessi calpestando, così e senza vergogna, le promesse fatte e abbandonando al loro tragico destino tante povere famiglie lavoratrici, a cui è stata abbattuta, dallo Stato repressivo e antipopolare, l’unica casa posseduta finendo sulla strada. La strumentalizzazione elettorale di questo dramma, che tragicamente continua ancora oggi con le promesse illusorie di presidenti di comitati antiruspe candidati nelle liste berlusconiane e dei loro sostenitori e complici, ha dato al centrosinistra – anch’esso vergognosamente responsabile della tragedia che sta inesorabilmente colpendo le sventurate famiglie, che erano state costrette dallo Stato inadempiente a costruirsi abusivamente un tetto per coprirsi la testa – di bollare ogni iniziativa parlamentare del centrodestra come cambiale elettorale da pagare per le promesse elettorali e i voti ricevuti. Basta strumentalizzazioni elettorali sulla pelle della povera gente e basta servirsene ignobilmente per fini politici e di conquista del potere. Gli aderenti ai comitati per il diritto alla casa se vogliono difendere concretamente la propria casa devono avere il coraggio e la determinazione di abbandonare al loro destino gli illusionisti candidati e non del centrodestra che hanno dimostrato di ‘promettere certo e venir meno sicuro’ e che hanno arrecato un danno enorme alla possibilità di salvezza della casa delle famiglie lavoratrici. Noi nella sincera e disinteressata battaglia a difesa dell’abusivismo di necessità abbiamo sempre sostenuto, e sosteniamo, che il movimento di lotta per il diritto alla casa deve essere politicamente autonomo rispetto ai partiti parlamentari del centrodestra e centrosinistra e questo per coinvolgerli allo stesso modo nella soluzione legislativa del problema. Su questo fronte di chiarezza, di onestà intellettuale e di rispetto verso chi vive la tragedia dell’abbattimento dell’unica casa posseduta noi continueremo la nostra battaglia sino alla vittoria finale, perché a nessuno eletto in parlamento è consentito continuare a infierire contro il diritto costituzionale alla casa delle popolazioni campane. Se eletti in parlamento il nostro impegno in questa battaglia di umanità e di civiltà sarà ancora più pregnante e coinvolgente”.

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di Redazione
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