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Confapi Campania sulle mancate dimissioni di Vetrella


Confapi Campania sulle mancate dimissioni di Vetrella
16/02/2011, 16:02

Napoli, 16 febbraio 2011. «Apprezziamo il rientro della crisi in Regione e che il buon Sergio Vetrella sia rimasto alla guida dell’Assessorato ai Trasporti e alle Attività Produttive – ha dichiarato Emilio Alfano, presidente Confapi Campania –. Il Piano casa è partito e accrescerà produzione e sviluppo nella nostra regione; avviato anche il Piano Lavoro, che incentiverà l’occupazione, se sarà accompagnato da un Piano di Sviluppo industriale e un Piano Energetico».
Grave e annosa la questione energetica in Campania, Alfano ha aggiunto: «Le nostre imprese pagano l’energia elettrica più cara, il 70% del nostro fabbisogno è prodotto e importato da altre regioni, occorre diminuire questo gap. Centinaia sono le richieste di autorizzazione bloccate di nuovi impianti per produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili: la loro realizzazione potrà contribuire ad apportare nuova occupazione e progresso».
Fondamentale l’internazionalizzazione. «I paesi in via di sviluppo hanno spostato i loro interessi economici nel mercato globale – ha commentato Alfano -, tutti in Campania parlano di internazionalizzazione, quando invece la scarsa capacità produttiva e la competitività dei prodotti ne determinano l’allontanamento.
Abbiamo bisogno di maggiore manifatturiero e capacità produttiva a prezzi competitivi. I nostri prodotti devono essere promossi e fatti valere per la loro distinzione e caratteristica di eccellenza, se vogliamo internazionalizzarci».
Assoluta volontà di portare ai tavoli istituzionali la voce delle Pmi, Alfano ha concluso: «Sappiamo che l’assessore Vetrella sta lavorando a un Piano di Sviluppo industriale: attendiamo da diverso tempo di essere convocati per dare il nostro parere e il nostro contribuito. Gli imprenditori campani, messi nelle giuste condizioni, possono coltivare e sviluppare il tessuto industriale locale: forze straniere, non legate a questa terra, possono, invece, abbandonare dopo poco, come già successo in anni passati
Occorre, inoltre, agire contro l’inefficienza della burocrazia della pubblica amministrazione, troppo vincolante, e avviarci verso una semplificazione: uno sviluppo economico ben indirizzato della nostra regione potrà contribuire al risanamento dell’apparato amministrativo della stessa».

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di Redazione
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