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Confcooperative, tutela del welfare


Confcooperative, tutela del welfare
06/06/2013, 12:40

NAPOLI - «De Magistris sta da giorni dichiarando che con l'arrivo dei 58 milioni del provvedimento cosiddetto “Salva comuni” verranno, finalmente, saldati i debiti. In particolare quelli verso le cooperative che svolgono servizi indispensabili per il comune di Napoli e che in alcuni casi aspettano i pagamenti dal 2008. Speriamo che questa promessa non sia ancora una volta disattesa. Le cooperative svolgono servizi indispensabili per il mantenimento dello status quo sociale, eppure sono al collasso, senza liquidità, a causa delle inadempienze e dei ritardi dell'amministrazione comunale nel liquidare le fatture. Non intendiamo attendere oltre. Auspichiamo che con un atto politico forte si vada verso il riconoscimento, da parte del sindaco e della sua Giunta, di questi servizi svolti in regime di sussidiarietà. C’è bisogno di un riscontro concreto: ne va la tutela di migliaia di lavoratori e di utenti (minori, svantaggiati, disabili, anziani) che vivono proprio dei servizi delle cooperative».

 

L’appello, congiunto, è del coordinatore di Federsolidarietà Confcooperative Campania Giovanpaolo Gaudino e del coordinatore della Consulta Giovani cooperatori Giovanni Tagliaferri.

 

Ma c’è di più. Federsolidarietà Campania, in accordo con Welfare non è un lusso, Federazione Sam e Federazione Arca, fa sapere che se l’assessorato alle Politiche sociali del comune di Napoli non concederà ai portavoce l’incontro che hanno chiesto per venerdì, scatterà una protesta. Una protesta legale e mediatica, la stessa che le istituzioni mesi fa avevano chiesto di evitare.

 

 

I FATTI

 

Sono mesi che il mondo sociale (cooperative ed associazioni) sta combattendo per ricevere dal comune di Napoli il pagamento dei servizi prestati mesi e mesi addietro. Tra promesse, Tavoli saltati e poi ricomposti, le risposte fin ora ricevute sono abbastanza frammentarie.

 

L’auspicio è che con questa iniezione di liquidità, il comune provveda a pagare quanto deve, pena la cancellazione del welfare locale.

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di Redazione
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