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Forse domani ci sarà una nuova riunione

Consiglio dei ministri: nulla di fatto sulle pensioni


Consiglio dei ministri: nulla di fatto sulle pensioni
24/10/2011, 20:10

ROMA -  Il Consiglio dei ministri è terminato con un nulla di fatto. La riunione era iniziata alle 19.10 con circa un'ora di ritardo per un vertice tra il Premier, Bossi e Tremonti. Alla base dell'incontro il decreto Sviluppo e le pensioni. Secondo quanto si è appreso da fonti governative non si è raggiunta nessuna decisione in merito al nodo pensioni.

E' iniziato con più di un'ora di ritardo il consiglio dei Ministri che è stato preceduto da un incontro al vertice tra Berlusconi- Bossi, accompagnato da Calderoli e Maroni, ed il ministro dell'Economica Giulio Tremonti. Sul tavolo il nodo delle pensioni. 


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l Governo si trova di nuovo davanti ad un bivio. Più che altro si tratta di un alt che la Lega ha posto in merito alla rudiscussione dell’età pensionabile. Il nodo pensioni dunque fa paura alla maggioranza che si ritrova nuovamente spaccata su alcune decisioni da prendere. Il gioco delle parti però non è finito perché Udc e Fli invece aprono al dialogo e si dicono pronti a votare la riforma.
 A rendere nota la posizione del partito è Marco Reguzzoni, capogruppo alla Camera del Carroccio, che ha chiarito che la Lega è contraria all’ipotesi di una ridiscussione  dell’età pensionabile ma ha già offerto proposte alternative in merito.  Sul banco degli imputati è la proposta da parte del governo di alzare l’età pensionabile a 67 anni che al Carroccio non va proprio già ed anche il ministro dell’ Interno Roberto Maroni ha sottolineato: «La nostra posizione è molto chiara sulla riforma delle pensioni: abbiamo già dato, i pensionati hanno già dato». Lasciando però uno spiraglio aperto durante il Consiglio dei ministri in programma alle 18.
Ma se la Lega parla il Pdl non sta certo zitto e dalle parole del ministro degli Esteri Frattini si può intuire il clima che si respira. Il ministro infatti ha dichiarato che la Lega dovrebbe essere più collaborativa sulla riforma in quanto una soluzione del genere serve all’Italia.
In tutto questo bailamme politico l’Udc potrebbe essere un ottimo sostituto della Lega nel nodo della riforma. E’ il suo presidente presidente Rocco Buttiglione a spiegare che se la riforma sarà ben fatta l’Udc sarà pronto a votarla.
Più ardua la proposta di Italo Bocchino che ha posto una condizione al voto della riforma da parte di Fli, ovvero le dimissioni del Premier. Insomma l’asta è aperta staremo a vedere chi la spunterà. 

 

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di Simona Buonaura
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