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Consiglio Regionale, dibattito sul valore dell'unità


Consiglio Regionale, dibattito sul valore dell'unità
16/03/2011, 13:03

NAPOLI, 16 MARZO 2011 – “Pur condividendo i valori della identità e della unità nazionale, è difficile celebrare i 150 anni dell’Unità di Italia in una regione e nel Mezzogiorno per il quale il processo di unificazione è stato una forte penalizzazione ed un regresso rispetto alla grandezza del Regno delle Due Sicilie del quale Napoli era straordinaria Capitale”.

E’ quanto ha affermano il consigliere regionale di Noi Sud, Sergio Nappi, aprendo il dibattito in Consiglio regionale in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità di Italia.

“Il Sud ha pagato a caro prezzo l’unità di Italia perché gli fu imposto un sistema centralizzato di potere che ne ha mortificato l’economia, la società e il futuro – ha proseguito Nappi - ; l’unità di Italia sarà vera quando si sarà ridotto il divario socio economico tra le due parti del Paese. Il Governo nazionale passi dalle parole ai fatti e metta in atto il piano per il Sud e faccia sì che si realizzi la vera unità di Italia”.

La consigliere dei Popolari per il Sud, Sandra Lonardo, ha sottolineato che “l’Unità di Italia è patrimonio di tutti gli italiani e stigmatizzo gli esponenti politici e istituzionali che, in regioni del nord, con manifestazioni sbagliate e inopportune, offendono gli italiani che hanno pagato con la vita il difficile percorso dell’unità di Italia; questa occasione dei 150 anni dell’unità di Italia non deve essere una mera celebrazione ma deve essere l’occasione per dare slancio al cammino del riscatto della Campania e del Sud. Il federalismo – ha aggiunto – è un grande banco di prova per le regioni del Mezzogiorno e dovrà essere occasione di un nuovo risorgimento sociale e culturale; siamo un Paese dei campanili ma non possiamo essere il paese dei campanilismi e degli egoismi e, se questo vale da nord a sud, ciò deve valere a maggior ragione per tutte le aree della stessa regione, quelle interne e quelle costiere. Infine, fare memoria della nostra storia significa rileggere la nostra storia anche valorizzando il ruolo delle donne che hanno dato un importante contributo al processo di unità di Italia che ha visto protagoniste molte donne che hanno diritto di entrare alla pari nei libri della nostra storia”.

La consigliere regionale del Pd Angela Cortese ha sottolineato che “la ricorrenza dei 150 anni avrebbe meritato meno polemiche e più solennità ricordando che tra il nord e il sud del Paese non può essere un matrimonio di convenienza”; l’esponente del Pd di è soffermata soprattutto sui temi della scuola, quale pilastro fondamentale della società, e delle donne: “la legge Coppino del 1897 viene ricordata ancora oggi come punto fondamentale del programma della sinistra storica; essa ha introdotto l’obbligo scolastico che, è ancora oggi, pilastro fondamentale del sistema dell’istruzione e della educazione del nostro Paese. La scuola ha svolto un ruolo primario nella crescita del Paese – ha sottolineato la Cortese – così come le donne, spesso ingiustamente dimenticate dai libri di storia, che, nei primi anni dell’Ottocento, sono state protagoniste di quel patrimonio di valori morali e civili che, oggi, appartiene a tutta l’Italia. Il modo migliore per celebrare i 150 anni del nostro Paese – ha concluso Cortese - è pensare alla nostra Costituzione affinché sia sempre più, non solo vigente, ma vivente”.

Il consigliere del PdL Luca Colasanto ha sottolineato che “l’unità di Italia è e resta un patrimonio di tutto il Paese e di tutti gli italiani, è questo il valore fondamentale e deve essere questa spinta che deve indurci a vincere la sfida del federalismo, del buon governo, e a rilanciare il nostro ruolo in Europa e il nostro essere europei”. Nel suo intervento, Colasanto si è soffermato anche sulla storia dei meridionali “che abbiamo pagato un caro prezzo per l’Unità di Italia; ci hanno imposto soprusi, ci hanno privato dei nostri beni, hanno tentato di mortificare la nostra grandezza culturale: ma ciò, nonostante le problematiche che, ancora oggi, affliggono il Sud, non devono farci sentire meno italiani ma devono, invece, indurci a riconquistare il nostro futuro”.

“Sul Volturno, dove Vittorio Emanuele e Garibaldi sancirono l’unità di Italia, si è consumata la battaglia più dura per l’unità di Italia e i luoghi della memoria vanno celebrati e ricordati anche attraverso il giusto sostegno economico alla proposta di legge che il nostro gruppo ha presentato” – ha sottolineato il capogruppo del Pse, Gennaro Oliviero, per il quale “non è sufficiente il ricordo, ma occorre festeggiare concretamente l’Italia anche preservando la nazione e la vita degli italiani”.

Oliviero ha, infatti, riferimento alla mozione presentata dal proprio gruppo contro la realizzazione di impianti nucleari in Campania e in Italia “un tema sul quale deve essere il Consiglio regionale della Campania a dettare il proprio indirizzo politico rifiutando di realizzare sul territorio impianti che, come avvenuto in Giappone, hanno evidenziato tutta la loro pericolosità. Anche questo – ha concluso Oliviero – è unità di Italia”.

“La celebrazione dei 150 anni di unità di Italia va oltre le polemiche politiche – ha detto il consigliere del Pdl Giovanni Baldi - che ha sottolineato: “il federalismo può esservi solo se c’è uno Stato unitario. Un pensiero va rivolto ai giovani – ha aggiunto il presidente della commissione speciale giovanile - : necessita un maggiore impegno per il futuro dei giovani ma anche affinché conoscano la storia del nostro Paese che è la base fondamentale per lo sviluppo e per la crescita economica, sociale e culturale”.

“Un anniversario particolare” per il capogruppo di Idv Edoardo Giordano per il quale “gli italiani sono da sempre uniti e lo hanno dimostrato in tante occasioni storiche ed è giusto che le manifestazioni di questi giorni siano volte a rafforzare questo patrimonio ideale e morale che è la base del nostro Paese ed anche del ruolo centrale delle Regioni”. Anche la consigliera di IdV Anita Sala ha evidenziato che “il valore dell’unità di Italia appartiene a tutti gli italiani ma non bisogna dimenticare il forte tributo di vita che è stato dato dai meridionali a tale processo. E’ incomprensibile che ciò sia stato dimenticato e le popolazioni meridionali subiscano ancora una oggi un forte divario rispetto al resto dell’Italia. Oggi dobbiamo sentirci tutti profondamente italiani e pensare a tutte le persone che, fuori dalla Patria, continuano profondamente a sentirsi italiani. Ciò – ha proseguito Sala – dovrà essere ancora più forte quando festeggeremo l’Unione Europea e dovremo, in tale ambito, sentirci ancora più italiani”.

“Una riflessione, seppur breve, sui 150 dall’Unità non può tacere la distanza che separa il Nord dal Sud e che spesso fa pensare all’Italia come uno Stato duale” – ha sottolineato il capogruppo di Caldoro-Presidente, Gennaro Salvatore, che ha aggiunto: “il senso della Nazione non deve farci arretrare rispetto ad un’organizzazione dello Stato più efficace e moderna e più vicina alle esigenze dei cittadini. Per questo, dobbiamo guardare con fiducia al federalismo, una sfida da affrontare con determinazione e che può produrre un’ulteriore crescita della classe dirigente già emancipata rispetto all’idea di uno stato assistenziale. Diciamo sì alla responsabilità diretta delle comunità rispetto al governo dei processi interni, ma l’Italia forte non pensi di riproporre l’errore commesso nel 1861: si parta, invece, dalla stessa linea e, con il tempo, le classi dirigenti più capaci ed avvedute faranno la differenza. La questione meridionale resta una questione nazionale. Il Governo centrale, con il piano per il Sud, ha dimostrato di essere ben consapevole che se il Mezzogiorno non cresce, non cresce il Paese. E’ questa una delle sfide più importanti che dobbiamo prepararci ad affrontare con orgoglio nel prossimo futuro, resistendo alla tentazione di sentirci ancora vittime del Nord, del fato avverso o della storia”.

“I valori risorgimentali dell’unità di Italia vanno rafforzati attraverso un percorso che ravvivi il ricordo e la storia e rafforzi le ragioni della nostra unicità e identità – ha sottolineato il capogruppo dell’Udc Luigi Cobellis -; siamo riusciti a costruire la nostra nazione e molto è stato dovuto a noi meridionali: non dobbiamo mai dimenticare la nostra grandezza e su di essa costruire il futuro del Sud e dell’Italia”.

A concludere il dibattito, è stato l’assessore regionale all’Università Guido Trombetti che ha evidenziato: “è importante celebrare i 150 anni dell’unità di Italia ma il dibattito politico è sttao limitato alle problematiche e al rapporto nord-sud. L’unità di Italia è un patrimonio culturale, innanzitutto, - ha sottolineato l’esponente della Giunta-Caldoro – ed è un errore ridurre alla dialettica nord-sud questo importante patrimonio perché, dentro il modello culturale italiano che è stato protagonista della storia, c’è dentro tutta l’Italia, il nord e il sud. Le radici della unità culturale italiana sono molto profonde e vanno difese – ha aggiunto Trombetti - ; in questo senso tutti devono fare la propria parte e le istituzioni devono sostenere e rafforzare la cultura che ha promosso l’Unità di Italia”.

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di Redazione
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