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Consiglio Regionale diviso sui vitalizi 'camuffati'


Consiglio Regionale diviso sui vitalizi 'camuffati'
09/02/2017, 12:28

I riflettori vengono ripuntati, dopo la pausa natalizia, sui cosiddetti vitalizi "camuffati", gli stessi che i consiglieri regionali di tutti, ma proprio tutti gli schieramenti, furono costretti a mettere da parte per placare l'indignazione nata dall'inchiesta de 'Il Mattino'.
L'obiettivo sembra essere chiaro a tutti: approvare una legge capace di regolamentare il sistema pensionistico e stabilire come dovrà essere articolata la riforma, non dimenticando di far fronte alle inevitabili polemiche. Dal suo lato, il Consiglio è deciso ad andare avanti sulle accuse rivolte alla "casta" politica.
Punto di partenza è il testo già bocciato una volta dall'Aula che consentirebbe di accedere al trattamento pensionistico anche a chi ha svolto solo un mandato di 5 anni o a chi non è stato eletto come gli assessori nominati dal presidente della giunta. La quota di contributo prevista a carico del consigliere e dell'assessore sarà pari all'8,80% della base imponibile; mentre la quota spettante al Consiglio regionale sarà pari a 2,75% volte la quota a carico del beneficiario. Tale meccanismo è stato messo a punto da Franco Picarone e consentirebbe di sommare la pensione al vitalizio tradizionale. Proprio tali misure, già in precedenza, avevano suscitato dubbi e disapprovazione. Ad esprimere forti perplessità è stato Francesco Borrelli avvicinandosi, invece, all'ipotesi avanzata dal M5S dove viene previsto il cumulo della pensione con il vitalizio tradizionale.
Inoltre non si è trovata nessuna intesa sull'età minima per accedere al trattamento previdenziale; infatti tra i consiglieri circola voce che si vorrebbe fissare all'età di 60 anni, mentre in tutte le categorie l'età si è allungata ai 65.


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di Redazione
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