Politica / Regione

Commenta Stampa

In Campania ed in Calabria le liste non sono pulite

Conte e Signorelli, altri due candidati ineleggibili del Pdl


Conte e Signorelli, altri due candidati ineleggibili del Pdl
02/03/2010, 17:03

NAPOLI - Doveva essere battaglia ai candidati con fedina penale sporca, processi a carico e condanne. Doveva essere l'inizio di una nuova stagione che evitasse di proporre personaggi dal passato torbido e poco edificante. Doveva e invece.

Dopo la gran fanfara mediatica del decreto anti-corruzione e le roboanti parole di Silvio Berlusconi sulla necessità di presentare alle prossime regionali delle liste pulite, il Pdl decide di proporre in due regioni delicate come la Campania e la Calabria tre uomini che, curriculum giudiziario-politico alla mano, non possono generare il minimo senso di fiducia negli elettori. Contro il primo, Roberto Conte, si era espresso in maniera molto chiara già Angelo Bonelli; presidente nazionale dei Verdi. "Conte è stato condannato in primo grado a due anni e 8 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa"; aveva infatti ricordato Bonelli proprio due giorni fa, rivolgendosi direttamente al ministro Roberto Maroni per chiedere un provvedimento immediato e concreto. Imbarazzato e di certo non entusiasta della candidatura anche lo stesso Stefano Caldoro.
Del resto è difficile non comprendere le preoccupazioni e le riserve dell'aspirante governatore campano dato che, scorrendo nei trascorsi di Conte, si scopre che quest'ultimo è passato dai Verdi al Pd e, dopo essere stato silurato anche dal partito di Bersani, ha deciso di giocarsi le sue carte (evidentemente facilmente intercambiabili) nel centrodestra. Un politico per tutte le stagioni, dunque, che può in aggiunta "vantare" un provvedimento di custodia cautelare emanato nell'aprile 2009 con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni della Regione Campania. Come ciliegina sulla torta c'è poi la condanna in primo grado a due anni e otto mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa emanata nel giugno dello stesso anno. Sempre Conte, in ultimo, risulta tra gli indagati dell'operazione Canaglia partita nel 2007 e che portò all'arresto di 13 persone tra dirigenti, funzionari e dipendenti sia del Consiglio Regionale che del Comune di Napoli.
Altri due candidati poco candidi del Popolo delle libertà si trovano in Calabria. Nella la lista che appoggia Scopelliti, difatti, spiccano i nomi di Tommaso Signorelli; arrestato nel 2007 quando il comune di Amantea venne sciolto a causa di acclarate infiltrazioni mafiose e ancora oggi sotto processo con l'accusa di essere una marionetta dei clan e, dulcis in fundo, il più "pulito" dei tre: Franco La Ruspa; figlio di quell'Antonio rinviato a giudizio per voto di scambio politico-mafioso.
Insomma, se nella sinistra non si scorge nemmeno da lontano qualche segnale di discontinuità e di coerenza nei riguardi della tanto nominata questione morale, pare che lo stesso si possa e si debba dire anche per la coalzione di centrodestra.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©