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CONTINUANO I LITIGI NELLA MAGGIORANZA SULLE INTECETTAZIONI


CONTINUANO I LITIGI NELLA MAGGIORANZA SULLE INTECETTAZIONI
21/01/2009, 14:01

Continuano le discussioni, all'interno della maggioranza sul disegno di legge sulle intercettazioni. Infatti ci sono due linee che si contrappongono: quella di Berlusconi, che vuole limitarle solo a pochissimi reati, in modo da rendere inutilizzabili quelle nei processi che lo riguardano; e quella della Lega, che invece vuole mantenere un'ampia platea di utilizzabilità.

Ma su questo si sta sovrapponendo un altro problema, quello del referendum sulla legge elettorale. Infatti, se venisse approvato dal voto popolare, sarebbe un problema per la Lega, visto che uno dei quesiti prevede che vengano elette solo due liste in Parlamento. Quindi al partito di Bossi resterebbero sue alternative: sparire dalla scena politica nazionale o fondersi nel PdL. Ed entrambe le proposte segnerebbero la fine del partito. DI conseguenza la Lega pretende impegni formali: maggioranza coesa nel fare propaganda per l'astensionismo e sistemazione del referendum in una data più disagevole possibile per disincentivare la gente ad andare. Ma per entrambe le cose sorgono problemi. Innanzitutto, AN a suo tempo ha collaborato nella raccolta firme; quindi diventerebbe problematico adesso cambiare atteggiamento, quanto meno nei confronti dei propri elettori. Secondariamente, le date più disagevoli in genere sono quelle che vanno verso la fine del periodo in cui si può fare il referendum, cioè verso il 15 giugno. Ma questa volta c'è il rischio che le date giochino a favore dei referendari. Infatti il 7 giugno c'è l'election day, con le elezioni europee e le amministrative; mettere anche il referendum farebbe risparmiare 600 milioni di euro, ma sarebbe anche una quasi assoluta garanzia di raggiungere il quorum. Allora la data potrebbe diventare il 14. Ma c'è un rischio. Alle europee si prevede una scheda lenzuolo con una trentina di simboli in lizza. Sarebbe il miglior spot per convincere la gente ad andare a votare la domenica successiva. Inoltre il 21 poi ci sarebbe il ballottaggio per le amministrative e si rischierebbe una astensione di massa a chiamare la gente a votare per tre domeniche consecutive.

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di Antonio Rispoli
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