POLITICA - Parlamento
Contrordine: Berlusconi non riferirà in Parlamento sul caso Mills
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21/05/2009, ore 09:58 - Cambio di idea da parte del nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Non andrà più in Parlamento a parlare del caso Mills, per evitare di alzare troppa polvere. Infatti alle elezioni di giugno il premier conta sul fatto che molti elettori di sinistra, già narcotizzati dalla totale assenza di informazione politica in TV, se si esclude il governo, andranno al mare anzichè andare a votare, amplificando la sua vittoria, che non gli dovrebbe sfuggire, visto che gli elettori di destra sono molto più irreggimentati, ormai. Ma soprattutto Berlusconi - politicamente parlando - ha paura. Innanzitutto perchè sa che non può affrontare la discussione: dovrebbe fare il suo intervento, la sua solita oretta di insulti ai magistrati, e poi andarsene. Lasciando in questa maniera la ribalta ad Antonio Di Pietro, leader dell'IdV, che si presenterebbe ancora come il difensore della legalità: e questo è il secondo motivo. Di conseguenza, anche se a fatica, i consiglieri del premier hanno evitato questo.
In condizioni normali ci si aspetterebbe una opposizione che, vedendo questa debolezza, cominci ad incalzare il Presidente del Consiglio, premendo affinchè faccia questa mossa. Macchè! Ad un profilo tenuto inizialmente basso dal PD, con il solo Dario Franceschini che ha detto che in pratica non era il caso, segue un profilo bassissimo, che non batte ciglio neanche alla accellerazione che Berlusconi intende dare ai due provvedimenti tesi a colpire i magistrati: il disegno di legge che riforma e svuota il ruolo dei Pubblici Ministeri e quello che rende quasi impossibile chiedere una intercettazione telefonica, rispettivamente in discussione alla Camera e al Senato.
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