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Una città avvilita dal populismo

Coppa America, Napoli affoga nel suo golfo


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Coppa America, Napoli affoga nel suo golfo
10/06/2013, 12:55

NAPOLI - Avevamo già parlato di “bufera” in Comune per la spinosa questione degli appalti della Coppa America, e lo avevamo fatto consapevoli non solo che le nostre inchieste giornalistiche trovano sempre piena rispondenza con quelle della magistratura ordinaria e contabile, ma anche più che certi che questa bolla di sapone sarebbe diventata di bronzo prima o poi. Considerando il diverso peso specifico è facile comprendere come le inchieste in essere rappresentino, nell’immaginario collettivo, una città che affoga nel suo golfo proprio mentre i catamarani a stelle e strisce solcano le acque prospicienti Castel dell’Ovo. L’amarezza del sindaco Luigi de Magistris la dice tutta sull’impossibilità di capire e recepire ciò che sta succedendo a livello giudiziario e allora si da libero sfogo ad affermazione del tipo: “ora in arrivo le risorse per eventi e gestione quotidiana: fanno gola a molti”. A chi si starà riferendo il primo cittadino? E poi cosa centrano le risorse in arrivo con un’inchiesta che riguarda la Coppa America, cioè un evento per il quale la rendicontazione su affidamenti e costi è nebulosa?. Poi de Magistris affida la sua ‘arringa’ alla rivoluzione arancione che avrebbe interrotto secondo lui, un ciclo di 15 anni; peccato che pur essendo alla 3° Giunta rivoluzionaria, l’effetto positivo di cui parlava nel maggio del 2011 ancora non si affaccia dalle porte e dalle  finestre aperte di Palazzo S. Giacomo che per la verità sono rimaste ermeticamente chiuse. Intanto non sono solo i Napoletani a chiedere il conto al loro sindaco, ma anche la politica che, più unita che mai, non solo chiede le dimissioni del primo cittadino ma è pronta  a scendere nuovamente in piazza. Su twitter de Magistris ha scritto: “vediamo se sarà più forte la macchina del fango o la passione e l’amore per rivoluzionare”. Il primo cittadino è al terzo tentativo di mettere in atto la sua rivoluzione, che si è sgretolata definitivamente insieme al palazzo crollato alla Riviera di Chiaia.

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di Rosario Lavorgna
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