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Coraggio (ANCE): "L'edilizia è in ginocchio. Il nuovo governo intervenga sul caso-Campania"


Coraggio (ANCE): 'L'edilizia è in ginocchio. Il nuovo governo intervenga sul caso-Campania'
02/12/2011, 10:12

"E' indispensabile che il nuovo Governo assuma il caso-Campania fra le sue priorità: l'equilibrio sociale è gravemente compromesso, la crisi nella regione ha una dimensione nazionale, sia per la desertificazione del sistema produttivo che per il forte indebitamento del sistema degli Enti locali". L'appello sale dai costruttori edili di ANCE Campania, riuniti oggi a Napoli per l'Assemblea annuale.

L'occasione è servita a fare il punto sulla crisi del settore: nelle costruzioni, dall'inizio della crisi, l'ANCE stima che i posti perduti sono ben 230mila. In due anni (2009-2010) le Casse edili hanno perso il 14% delle imprese iscritte, con flessione di quasi il 18% degli operai iscritti e il 20% in meno di ore lavorate, dati che hanno subito un'ulteriore accelerazione in negativo nel primo semestre del 2011. Cifre da bollettino di guerra: investimenti in calo nelle costruzioni residenziali (-5,9% su base annua e previsione di -5,3% per il 2012), con Napoli maglia nera con -7,5%; bandi di gare pubbliche diminuiti, in numero, di ben il 27% nell'ultimo anno; compravendite immobiliari in retromarcia, con calo dell'8,6% nella regione nel primo semestre 2011.

Questo è il quadro tracciato nella sua relazione dal Presidente di ANCE Campania, Nunziante Coraggio, che ha anche evidenziato il cattivo impiego delle risorse che pure già sarebbero disponibili: dei 6,8 miliardi di euro, attribuiti alla Campania attraverso il programma comunitario FESR, a fine 2010 ne erano stati spesi appena 392 milioni, pari al 5,7%, mentre quest'anno, la spesa certificata (dati fino ad agosto 2011) è all'8%. Mentre le imprese ricevono pagamenti dalle pubbliche amministrazioni con ritardi che arrivano, in una quota non marginale dei casi, ai 30 mesi.

Connesso alla crisi delle imprese, l'allarme-criminalità e sicurezza. "L'aggravante è che questa crisi sta destrutturando il sistema delle aziende sane e rispettose delle regole - ha denunciato Coraggio - a vantaggio di operatori poco trasparenti, che traggono vantaggio dal realizzare costruzioni che non rispondono alle specifiche, in cantieri poco sicuri, nell'evasione degli obblighi contributivi. Per non parlare di quei casi che dietro la facciata di costruzioni edili hanno vere organizzazioni criminali che riciclano denaro. La nostra denuncia resta purtroppo inascoltata - ha rimarcato il presidente di ANCE Campania -, a fronte dell'enorme credito vantato dalle imprese di costruzione nei confronti della Regione e degli altri enti pubblici mancano provvedimenti normativi e interventi concreti per affrontare il problema".

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di Redazione
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