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Corecom: il Tar reintegra Pietro Funaro


Corecom: il Tar reintegra Pietro Funaro
24/11/2009, 08:11


NAPOLI - Il Tribunale Regionale Amministrativo ha, con sentenza esecutiva, reintegrato nelle funzioni di commissario Corecom il giornalista Pietro Funaro annullando la decadenza decretata dal presidente del Consiglio regionale Sandra Mastella e tutti gli atti connessi ed ha condannato la Regione alle spese processuali sostenute dallo stesso Funaro accogliendo, quindi, in pieno le tesi della difesa del giornalista affidata al prof. avv. Fulvio de Angelis. “Ho vinto una grande battaglia di giustizia e di libertà contro la protervia e l’uso disinvolto delle istituzioni” ha dichiarato Funaro. Funaro fu dichiarato decaduto, nello scorso mese di ottobre, dal Comitato per le Comunicazioni della Campania dal presidente del Consiglio regionale Sandra Lonardo in quanto ritenuto dipendente regionale e quindi incompatibile e ciò nonostante il giornalista avesse contestato in via di diritto e di fatto l’incompatibilità. La decisione della Lonardo suscitò forti polemiche e Funaro dichiarò che sembrava di dover sopportare “una ritorsione politica determinata dalle scelte compiute dal fratello Nino, consigliere comunale di Napoli, che aveva abbandonato l’Udeur” partito di cui il presidente del Consiglio regionale è noto esponente. Immediato il ricorso del giornalista al Tar dove le ragioni di Pietro Funaro sono state accolte in toto. Anzi, il Tribunale amministrativo, in pochi giorni, ha deciso di emettere direttamente una sentenza tanto era palese la questione. “Ritenevo illegittima la decisione della Lonardo che mi ha fatto pensare che si sia trattato di una ritorsione di carattere puramente politico –afferma Pietro Funaro- la sentenza del Tar avvalora il mio convincimento. Sono comportamenti molto gravi per chi rappresenta le istituzioni ed altrettanto gravi per i due funzionari regionali che hanno istruito ed avallato un teorema di incompatibilità inesistente. D’altra parte dagli atti risulta palese che l’azione nei miei confronti è stata promossa dal presidente del Consiglio regionale e supportata, maldestramente, come rilevato dal Tar, dalla burocrazia dello stesso Consiglio regionale”. “La magistratura amministrativa mi ha reso giustizia- conclude Funaro- ma è solo il primo passo. I miei legali agiranno anche per i risarcimenti in sede civile e stanno studiando se vi sono risvolti di carattere penale nei comportamenti che ho dovuto subire ingiustamente”.

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di Redazione
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