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Le reazioni politiche alla 'goliardata'

Coro contro i napoletani, Salvini si dimette da deputato



Coro contro i napoletani, Salvini si dimette da deputato
07/07/2009, 20:07

“Senti che puzza, scappano anche i cani… stanno arrivando i napoletani… son colerosi terremoti, voi col sapone non vi siete mai lavati”. Chi non ricorda questo coretto da stadio, ormai famosissimo? A riproporlo, in una insolita location, è stato questa volta l’europarlamentare leghista Matteo Salvini, il genio che tempo fa propose di creare vagoni della metropolitana per le ‘persone perbene’. Ma non lo ha fatto saltando sui gradini dello stadio mentre 22 ragazzotti in pantaloncini correvano dietro ad un pallone. Lo ha fatto, sollevando il bicchiere, durante la festa padana a Pontida del 13 giugno scorso. Nel video, disponibile anche su youtube, possiamo ammirarlo mentre sfoggia le sue indiscutibili doti canore, talmente apprezzabili da sopperire a qualunque deficienza. Non tutti, però, hanno apprezzato lo spettacolino improvvisato.

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ammettendo di non aver ancora visto il video, ha detto che telefonerà a Salvini per chiedergli di scusarsi pubblicamente.

Andrea Cozzolino, europarlamentare del Pd, napoletano, ha replicato sul suo blog ed in una nota pubblicata su Facebook. “Ho provato tanta pena, - scrive cozzolino, - per quel gruppo di incivili che per festeggiare un’elezione si sono esaltati offendendo una città e un popolo. Mi fanno ancora più pena quelli che nel Parlamento italiano, insieme a gente che la pensa come Matteo Salvini, votano provvedimenti contro gli immigrati e fanno approvare leggi di bilancio che dirottano le risorse destinate al Mezzogiorno verso le zone già ricche del nostro Paese”. “Episodi come quello di oggi non vanno affatto sottovalutati, - conclude Cozzolino, - c’è nel nostro Paese un rigurgito di antimeridionalismo, in tutti i settori, a tutti i livelli. E’ fondamentale indignarsi, far riemergere quell’orgoglio collettivo che ridia il senso di una battaglia meridionalista, a partire dal piano civile e culturale. Il Mezzogiorno ha bisogno di un grande movimento che riparta da questi presupposti per avviare una nuova stagione di riscatto e di crescita. Un Sud forte, pienamente cosciente delle opportunità, ma anche delle responsabilità che ha davanti a sè, è garanzia di un'Italia più unita, più moderna e più solidale''.

Andrea Sarubbi, deputato del Pd eletto nel collegio Campania 1, non sembra nemmeno stupito, pur se rammaricato per l’episodio. “Matteo Salvini rattrista, - dice, - ma non stupisce: quando è sobrio propone l’apartheid in salsa padana; quando è sbronzo insulta i cittadini che, purtroppo per lui, è chiamato a rappresentare in Parlamento. In birra veritas, verrebbe da dire: tutti i tentativi della Lega Nord di accreditarsi come forza politica nazionale naufragano miseramente al primo bicchiere”. A Salvini, quindi, di una cosa si deve dare atto: è coerente con se stesso, birra o meno: certe idee ce le ha nel sangue.

Luigi De Magistris, ex magistrato ed ora europarlamentare per l’Italia dei Valori, sottolinea come Salvini non sia nuovo a questo genere di esternazioni. “Ancora una volta, - afferma, - emerge il vero volto di Matteo Salvini, che andrà a rappresentare in Europa il corrispondente volto razzista e xenofobo della Lega Nord, di cui egli stesso non solo è esponente politico ma vero e proprio figlio ‘culturale’”. “Mentre dunque in Europa stiamo discutendo di multi etnicità e di integrazione, - conclude De Magistris, - arrivano dall’Italia questi boatos indegni di un Paese che si dice Civile. Salvini ieri attaccava i migranti, oggi i napoletani: una deriva che non solo fa inorridire, ma preoccupa perché, come ci insegna la storia del Novecento, il germe della discriminazione e dell’odio razziale può trasformarsi in un mostro incontrollato”.

Per Riccardo VIllari, senatore del Gruppo Misto, “la performance canora dell’on. Salvini mette in luce la vera anima della Lega Nord nei confronti di Napoli e del Sud”. “Non c’è che dire, - commenta Salvini, - una performance degna del peggior razzismo da stadio e che la dice lunga sull’alto senso di appartenenza alle istituzioni dell’esponente della Lega. Chissà cosa ne pensano i colleghi del Pdl dell’on. Salvini, soprattutto quelli orgogliosi di essere napoletani come lo sono io. Se stessimo parlando di una persona civile, ci aspetteremmo delle scuse. Invece ci auguriamo che il governo e la maggioranza prendano immediatamente le distanze da un comportamento inqualificabile e non degno di un rappresentante di tutti gli italiani in Parlamento”.

Alle domande di Villari rispondono indirettamente diversi esponenti della maggioranza. Ignazio La Russa, pur non condannando Salvini (né assolvendolo), cerca di abbassare i toni. “Io non amo questi cori neanche allo stadio e fuori mi sembrano una leggerezza, - dice, - penso che Salvini si dovrebbe scusare. Non crocifiggiamolo, ma dica che era una goliardata e si scusi. Insomma, la mia è una mezza difesa”. “Cosa sarebbe successo, - si chiede poi il ministro della Difesa, - se parlamentari napoletani della Pdl avessero intonato, contro ‘noi’ milanesi: ‘Milano in famme! Milano in fiamme!’? anche questo è un coro da stadio, ma ‘noi milanesi’ ci saremmo arrabbiati, o no? Sono cose da stadio, lì sono anche accettabili, perché si sa che tanto non è vero, anche se a me non piacciono e mi fanno girare le scatole…”.

Se Ignazio La Russa tenta ‘una mezza difesa’, anche nelle fila del Pdl c’è chi condanna fermamente quel gesto. Come Enzo Rivellini, presidente del gruppo An-Pdl in consiglio Regionale della Campania ed europarlamentare, che ha commentato il video dicendo che una ‘performance’ del genere “non solo è offensiva ed oltraggiosa, ma alimenta inutili dissidi tra eurodeputati della stessa Nazione”. “Il signor Matteo Salvini, - aggiunge Rivellini, - sappia che per difendere la sua Comunità non c’è assolutamente bisogno di offendere le altre Comunità ed anzi col suo comportamento mortifica la maggioranza dei padani, civili e rispettosi, che sicuramente non si identifica in lui”. Ma Rivellini passa anche al contrattacco. Senza cori da stadio, però, preferendo agire con uno stile che ricorda il barbuto Bellavista di Luciano De Crescenzo, con un’ironia che colpisce più di quanto potrebbe fare un ‘Milano in fiamme’: “Alla prima seduta plenaria del Parlamento Europeo, - dice Rivellini, - mi permetterò di regalare al signor Salvini una copia della Storia di Napoli, così da ricordargli, se caso mai ha studiato la storia e l’avesse dimenticata, che la nostra Città era la Patria della civiltà fin dall’antichità diventando all’epoca del Regno delle Due Sicilie la vera culla dell’arte, della scienza, della musica, della letteratura di tutta Europa. Non credo, - conclude beffardo Rivellini, - che si possa dire altrettanto di ciò che all’epoca accadeva oltre il Po”.

Alessandra Mussolini, deputata del Pdl, ha preso la parola in aula e ha definito “vergognoso” e “offensivo” il video di Salvini. “Sciacquate ‘a vocca primma ‘e parla’ ‘e nuie” (“sciacquati la bocca prima di parlare di noi”), gli ha detto in dialetto. La Mussolini ha poi estratto da sotto il banco un barattolo di disinfettante e dei fazzoletti e si è avvicinata ai banchi della Lega Nord per porgerli ai parlamentari del Carroccio.

Italo Bocchino, vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera, pretende che l’europarlamentare leghista si scusi. “Dopo le scuse, - dice, - inviterò il simpatico collega leghista a Napoli, sarà mio ospite e scoprirà che cos’è una delle più grandi civiltà del mondo”.

Anche Salvatore Ronghi, vicepresidente del Consiglio Regionale della Campania, invita Salvini a Napoli, affinchè chieda scusa ai napoletani. “Il motivo stonato da Salvini, peraltro poco fantasioso, denota una immagine distorta di Napoli e dei napoletani, - scrive Ronghi, - è appena il caso di ricordare all’esponente della Lega che, prima dell’unità d’Italia, mentre nel Sud non c'era casa senza bagno, al Nord si lavavano per strada e vivevano al di sotto della soglia di civiltà”.

Ma c’è anche chi sta dalla parte di Salvini, magari liquidando tutto con una battuta. Come l’ironico Umberto Bossi che, definendo la querelle “tutte stronzate”, afferma, riferendosi a Salvini, che “dovrebbero chiedergli le dimissioni perché canta male”.

Anche Mario Borghezio, europarlamentare, difende il suo collega ricordando che si tratta di cori da stadio diffusi in tutta la Penisola. Alla domanda se considera opportuno che un europarlamentare si lasci andare a certi momenti di goliardia, risponde: “non era in aula e non era nell’esercizio delle sue funzioni. Non era un momento politico, ma di svago. Ha solo usato un’espressione un po’ fanciullesca e tipica delle tifoserie”. Non si deve quindi, per Borghezio, né assolverlo né penalizzarlo. “E’ una tempesta in un bicchiere d’acqua, - dice, - e l’unica nota stonata della vicenda è come canta, che è quasi peggio di come canto io”.

Forse sia Borghezio che Bossi avrebbero preferito un coretto intonato da un professionista. Peccato non averlo potuto chiedere a Mariano Apicella che, senza giri di parole, riferendosi a Salvini, ha affermato che “una persona del genere pecca di intelligenza, pecca di presunzione, pecca di stronzaggine”.

Però, tra i bachi della Lega, c’è anche chi prova un contrattacco, scegliendo la gara a chi l’ha fatta più grossa. Paolo Grimoldi, deputato del Carroccio, bacchetta l’opposizione. “Invece di polemizzare sui cori da stadio di Matteo Salvini, i soloni di sinistra che ora parlano tanto dovrebbero ricordarsi di quando loro stessi, membri del loro partito o alleati di governo urlavano in piazza ’10, 100, 1000 Nassirya’ tra vetrine che andavano in frantumi e nel silenzio dei vertici di partito”. “Quei cori, - aggiunge, - in contesti decisamente diversi e meno goliardici, avevano ben altra gravità”. Giusto, giustissimo. Però la destra ha portato la dittatura in Italia 60 anni fa, potrebbero a questo punto rispondere dall’opposizione. E la dittatura di sinistra ha portato la fame in Russia, potrebbero quindi replicare dalla maggioranza. E via discorrendo, fino alle colpe degli antichi romani. E chi ha più memoria, vince.

Intanto, in serata, è arrivato l'annuncio: Matteo Salvini ha deciso di dimettersi dal ruolo di deputato. Una scelta che comunque sarebbe stata inevitabile, visto che il ruolo di europarlamentare è incompatibile con quello di deputato.

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di Nico Falco
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