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Dopo l’ostruzionismo salta la riunione di maggioranza

Corruzione: passa la proposta del Pd. Aumentano le pene

Favorevoli IdV e Fli. Astenuti Udc e Lega. Contrario il Pdl

Corruzione: passa la proposta del Pd. Aumentano le pene
17/05/2012, 20:05

ROMA - Continua l'ostruzionismo del Pdl che vuole assolutamente impedire che in Commissione congiunta Giustizia e Affari costituzionali vengano votati gli emendamenti proposti dal governo. Lo scopo è arrivare in aula il 28 maggio (data per cui il provvedimento è stato calendarizzato) con il vecchio testo presentato dall'allora Ministro della Giustizia Angelino Alfano, che non dà alcun fastidio a corrotti e corruttori.
E così anche oggi ci sono stati interventi a raffica da parte dei parlamentari del Pdl, lunghe discussioni, palesemnte tese solo a perdere tempo. Anche se nelle dichiarazioni, Manlio Contento, del Pdl, ha negato che questo sia vero: "Noi non stiamo facendo ostruzionismo stiamo difendendo le nostre ragioni. Ci sono elementi importanti da valutare per migliorare la lotta alla corruzione. Ci aspettiamo una apertura del ministro su alcune questioni sollevate da noi sui minimi e i massimi di pena per consentire ai giudici di graduare la pena",
Una versione appoggiata dall'Udc di Casini, ma a cui si oppongono gli appartenenti a Pd, Idv e Lega. Per cercare di velocizzare le cose, Fli e Pd avevano proposto di rinunciare a garn parte dei loro sub-emendamenti, ma il Pdl non ha accettatolo scambio; e così si continua con un lento stillicidio.

AGGIORNAMENTO ALLE ORE 20:15
Via libera delle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera ad un emendamento del Pd che prevede un aumento delle pene: da 3 a 7 anni per quelle minime, per quelle massime, invece, da 4 a 8 per il reato di corruzione per atti contrari a dovere d’ufficio. Attualmente il codice punisce questo reato da 2 a 5 anni. L’emendamento è passato con i voti di Pd, IdV e Fli: si sono astenuti Udc e Lega, mentre il Pdl, dopo il lungo ostruzionismo, ha votato contro. Intanto, è saltata la riunione di maggioranza che doveva tenersi al termine della seduta tra i partiti e il ministro della Giustizia Paola Severino. La riunione sarebbe stata un tentativo di ricomporre le difficoltà della maggioranza a procedere nell’esame del testo: “Io sono tenace, non escludo che si possa tenere prima o poi”, ha commentato però il ministro. Il governo, però, fa sapere attraverso le parole del Guardasigilli che il suo obiettivo è quello “di far riprendere il cammino parlamentare al testo che si è fermato”, ma, qualora il cammino del ddl dovesse risultare particolarmente difficoltoso, “è disponibile a presentare un maxiemendamento per rinnovare l’intero provvedimento”.

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di Antonio Rispoli e Antonio Formisano
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