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Il Procuratore chiede di adire alla Consulta

Corte dei Conti: finanziamenti ai partiti sono incostituzionali


Corte dei Conti: finanziamenti ai partiti sono incostituzionali
29/11/2013, 18:34

ROMA - Il Procuratore della Corte dei Conti del Lazio, Raffaele De Dominicis, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale di tutte le leggi che regolano il finanziamento ai partiti approvate dopo il 1993 (quindi nel 1997, nel 1999, nel 2002, nel 2006, nel 2012). La motivazione è che si tratta di leggi in contrasto col referendum del 1993 che stabiliva l'abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti. E averlo reintrodotto col nome di "rimborso elettorale" non lo rende diverso. 
 Secondo De Dominicis, "tutte le disposizioni impugnate, a partire dal 1997 e, via via riprodotte nel 1999, nel 2002, nel 2006 e per ultimo nel 2012, hanno ripristinato i privilegi abrogati col referendum del 1993, facendo ricorso ad artifici semantici, come il rimborso al posto del contributo; gli sgravi fiscali al posto di autentici donativi; così alimentando la sfiducia del cittadino e l'ondata disgregante dell'antipolitica". E le leggi, continua il Procuratore, hanno creato disuguaglianze "tra i partiti e dei cittadini che, per mezzo dei partiti stessi, intendono partecipare alla vita democratica della Nazione. Infatti, i rimborsi deducibili dal meccanismo elettorale risultano estesi, dopo il 2006, a tutti e cinque gli anni del mandato parlamentare, in violazione del carattere giuridico delle erogazioni pubbliche, siccome i trasferimenti erariali, a partire dal secondo anno, non solo si palesano come vera e propria spesa indebita, ma assunti in violazione del referendum dell'aprile 1993". Quindi, dopo il primo anno in cui si sono presi i rimborsi elettorali, l'azione di prendere i rimborsi per gli anni successivi "si configura arbitraria e discriminatoria perché consolida la posizione di vantaggio solo di quei partiti che hanno raggiunto la maggioranza politico-parlamentare".

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di Antonio Rispoli
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