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CORTE DEI CONTI: LA P.A. E' TROPPO INGOMBRANTE


CORTE DEI CONTI: LA P.A. E' TROPPO INGOMBRANTE
19/07/2008, 17:07

Ridurre le dimensioni e i costi dell'amministrazione pubblica italiana continua a essere questione su cui le ipotesi di lavoro si moltiplicano e l'obiettivo dei diversi governi che si sono avvicendati negli ultimi anni, ma nonostante gli sforzi per decentralizzare le competenze il personale pubblico negli ultimi 10 anni è ancora, inesorabilmente cresciuto, aumentando sia negli enti locali sia nell'amministrazione centrale.

A metterlo nero su bianco è la corte dei Conti che nella sua Relazione sul rendiconto generale dello Stato Tra il 1997 e il 2007, sebbene "relativamente contenuti", gli incrementi del numero dei dipendenti pubblici sono stati ancora un dato di fatto: in termini assoluti, l'apparato statale è cresciuto di 126 mila unità (+3,6%), di cui 106 mila nelle amministrazioni centrali e 21 mila in quelle locali.

Un trend che è continuato, anche se rallentato (+1,7%), nel periodo 2001-2007, quando l' aumento è stato di 32.700 unità nelle amministrazioni centrali e di circa 31 mila nelle amministrazioni locali. Amministrazioni centrali (quelle cioé che identificano le amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche) e Amministrazioni locali (Regioni, Province e Comuni) sono cresciute in maniera disomogenea: le ultime tra il 2001 e il 2007 hanno registrato un +2,1% di addetti, a fronte di un +1,6% delle amministrazioni centrali, mentre negli anni 1997-2007 sono state le amministrazioni centrali crescere, con un +5,4%, più di quelle periferiche, +1,4%. Il 1997 e il 2007, ricorda la Corte, sono gli anni in cui vennero avviati i due processi di decentramento amministrativo, processi che evidentemente "non hanno determinato significativi effetti di riallocazione del personale fra amministrazioni centrali e locali".

Questo perché "le amministrazioni locali hanno accresciuto , in corrispondenza delle nuove funzioni ricevute le proprie dotazioni di personale, e anche l'amministrazioni centrale, malgrado la riduzione di competenze, ha accresciuto la consistenza dei propri addetti e l'unica riduzione (non del personale in servizio e della relativa spesa, ma degli organici) è attesa dall'attuazione delle norme sul riordino dei ministeri contenute nella legge finanziaria 2007". Se a livello periferico negli ultimi anni è sensibilmente diminuita la dotazione di personale dei ministeri, si è invece rafforzata la presenza di personale e uffici di livello dirigenziale, soprattutto generale, con un aumento tra il 2001 e il 2005 del 21% , seguito da una lieve diminuzione (circa 4%) fra il 2005 e il 2006; di fatto il rilievo organizzativo dell'amministrazione statale in ambito regionale si è accresciuto.

Per quanto riguarda la densità dei dipendenti pubblici (lo studio della Corte esclude insegnanti, magistrati, personale militare e forze di Polizia) il rapporto più alto c'é, ovviamente nel Lazio, con la macchina amministrativa romana, dove gli addetti erano 13,7 ogni 1000 abitanti nel 2001, per diventare 11,7 nel 2006, seguito dal Molise (6,5 impiegati ogni 1000 abitanti nel 2006), e da Liguria (5,8 per mille). Ultima la Lombardia, dove il rapporto è di 1,8 ogni 1000 abitanti. Poche le sorprese nella concentrazione a livello assoluto nella distribuzione del personale: ancora nel 2006 gli impiegati statali erano 62 mila al nord, 88 mila al centro e 87 mila al sud. Prima tra le regioni anche in questo caso il Lazio (oltre 65 mila gli occupati nel settore), seconda la Campania (24 mila), terza la Sicilia (18 mila), e ultima la Valle d'Aosta (479 addetti con un rapporto di 3,8 ogni mille abitanti).(

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di Redazione
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