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Cortese (Pd): "Il Governo nazionale attivi l’anagrafe scolastica"


Cortese (Pd): 'Il Governo nazionale attivi l’anagrafe scolastica'
12/05/2010, 09:05


NAPOLI - Ancora una volta si parla di evasione scolastica e lavoro minorile e di Napoli capitale dell’illegalità. Non sfugge a nessuno che nel Mezzogiorno si concentra un’area di crisi sociale ed economica di enormi proporzioni. Di conseguenza le fasce più deboli soffrono maggiormente e di queste i bambini e le bambine sono i soggetti più a rischio. E’ dagli anni ’70 che si discute di anagrafe scolastica. Questo strumento non è mai realmente decollato, anche se molte regioni si sono organizzate, ma non si può pensare ad un’anagrafe che non sia nazionale ( così come esisteva per il vecchio obbligo di leva) per incrociare i dati su tutto il territorio del Paese, vista anche la diffusa mobilità. Solo in presenza di questo strumento, di cui nessun governo o ministro è riuscito a dotarsi, si possono fornire numeri ed entità della questione. Ciò non significa certo eliminare il problema ma avere la possibilità di individuarlo ed aggredirlo con gli strumenti più efficaci. Fino ad oggi, oltre ad abbassare l’età lavorativa dai 16 anni ai 15, non mi sembra che questo Governo si sia prodigato in tal senso. Anzi l’attacco alla scuola pubblica con la diminuzione del tempo scuola, l’aumento degli alunni per classe e la cancellazione di un organico funzionale atto ad affrontare situazioni di complessità sociale, ci consegnano un quadro di una scuola lasciata sola, depauperata di strumenti e di autorevolezza. La conseguenza immediata è proprio quella di una fascia debole che non individua nella scuola l’ascensore sociale che possa riscattare un disagio di partenza. In questi casi prevale l’idea che è meglio il guadagno immediato e nel migliore dei casi imparare un mestiere. Cominciamo a trasferire ai Comuni i fondi della 328/2000 in maniera vincolata per la spesa sociale e a non tagliare le risorse per l’istruzione. Diceva Falcone che per combattere l’illegalità è necessario un esercito di insegnanti.

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di Paola Picilli
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