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Modena, chiuso il sito del dipartimento del Lavoro

Così Fornero censura internet

Il Pd presenta un'interrogazione parlamentare

Così Fornero censura internet
10/04/2012, 13:04

ROMA - La notizia è clamorosa: il ministero del Lavoro, il 5 aprile, ha chiuso il sito internet del dipartimento del Lavoro di Modena. E, probabilmente, su richiesta del ministro Elsa Fornero.
Il motivo? Sul sito incriminato le informazioni non sarebbero perfettamente uniformi con le informazioni istituzionali. Tanto che, dal 6 aprile, sul sito www.dplmodena.it la homepage avvisa gli utenti che “il segretario generale del ministero del lavoro e delle politiche sociali (…) ha provveduto alla chiusura della pagina”. Il portale della direzione territoriale del Lavoro di Modena, una delle 74 presenti su tutto il territorio nazionale, offriva un servizio di informazione e assistenza ai cittadini dal 2001. Gli utenti di questi undici anni di attività sono circa 18 milioni.
L’accusa che viene da via Veneto sarebbe, per sommi capi, quella che vedrebbe il sito elaborare in maniera differente i dati che provengono dal ministero. Dunque, senza stare troppo a pensarci, così come avviene nei paesi dove vige la censura politica, zac: la chiusura. E via. Per di più, dal ministero non hanno ancora fornito alcuna spiegazione sull'accaduto.
Il mondo sindacale e politico si trova attonito di fronte ad un gesto che richiama alla mente i modi e la pratica politica di un deteriore berlusconismo. Cisl e Cgil sono compatte: per loro è una cosa incomprensibile. “Non si capiscono le ragioni di questo gesto – afferma Pasquale Coscia della Cisl provinciale - In attesa di spiegazioni il ministero colmi subito il vuoto informativo che si apre da oggi e diventi esso stesso un autorevole ed esauriente punto di riferimento per gli addetti ai lavori”. Grave e ingiustificata, per la Cgil di Modena, è l’improvvisa chiusura del sito: “Il portale – si legge in una nota - oltre a rappresentare per diversi anni un importante ed autorevole punto di riferimento ha ospitato in diverse occasioni pareri di autorevolissimi esperti di materie giuslavoristiche. Auspichiamo un immediato ripensamento da parte del Ministero del Lavoro per quella che consideriamo una decisione miope ed immotivata”
“Oltre a togliere i diritti dei lavoratori il governo vuole anche eliminare di imperio le fonti di conoscenza? “. Se lo domanda Patrizia Bugnano, capogruppo dell’Italia dei valori in commissione attività produttive al Senato. E si dà anche una possibile risposta: “Se Monti e Fornero credono di poter imporre il pensiero unico si sbagliano di grosso”.
Ancora più diretto il leader di Idv Antonio Di Pietro. Scrive sul suo blog: "Alla badessa (il ministro Fornero, ndr) voglio dire che per chiudere un sito 'al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali' bisogna aver completamente perso il lume della ragione. Al presidente del consiglio Monti chiedo invece formalmente di intervenire immediatamente per riaprire il sito chiuso d’autorità dalla ministra".
E le contestazioni si fanno ancora più accese su Twitter: gli hashtag più cliccati sono #Fornero, #censura e #berlusconismo.
E presto il caso della chiusura del sito “dplmodena.it” approda sul tavolo del ministro del Lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero: il parlamentare del Pd Ivano Miglioli, membro della Commissione Lavoro della Camera dei deputati, ha infatti deciso di presentare in proposito una interrogazione urgente a risposta in Commissione. Miglioli è il primo firmatario, ma il testo della interrogazione è stato sottoscritto da tutti i parlamentari Pd della Commissione Lavoro della Camera.

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di Gaia Bozza
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