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I problemi del ddl intercettazioni sono molti e complessi

Cosa succederà dietro la legge bavaglio?


Cosa succederà dietro la legge bavaglio?
06/10/2011, 19:10

Appare scontato che entro la settimana prossima verrà approvata alla Camera dei Deputati la legge bavaglio, che impedisce ai magistrati di fare intercettazioni e ai giornalisti di informare i propri lettori. Al Presidente del Consiglio interessa troppo questa legge, per cui l'esame della legge è stato sospeso oggi fino a mercoledì prossimo (la cosa non deve stupire: senza la presenza contemporanea in aula di tutti i ministri e tutti i sottosegretari, il Pdl non ha la maggioranza, e quindi chiaramente o si blocca completamente l'attività del governo o quella del Parlamento. E si è decisa per la seconda opzione), quando verrà posta la fiducia. Poi ci sarà un breve passaggio al Senato e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, come fa da tre anni, si dimenticherà che esiste una Costituzione e che lui deve farla rispettare e quindi tradirà ancora una volta il suo compito firmando la legge.
Ma poi? Cosa succederà una volta che il provvedimento sarà diventato legge? In altri termini, cosa succederà quando c'è un nuovo processo a carico di qualche VIP in cui i giudici dispongono le intercettazioni? Innanzitutto una spiegazione: da dove escono le intercettazioni mentre le indagini sono in corso? Nel 90% dei casi, tramite impiegati del Tribunale o membri delle forze dell'ordine, che accettano una mazzetta dal giornalista in cambio di notizie o fotocopie dei brogliacci (il contenuto di ogni intercettazione è trascritta, anche se in maniera frettolosa, nei brogliacci ad opera delle forze dell'ordine che ascoltano i nastri). Il tutto può essere fatto senza lasciare tracce identificative e quindi è facile. La nuova legge non interviene minimamente su questa fase. Quindi i giornalisti continueranno a sapere delle intercettazioni in fase di indagine. Oh, certo, gli è vietato pubblicarlo, pena sanzioni. Ma nessuno gli può impedire di parlarne. Magari col vicino, col portinaio, col giornalaio al bar. Non dimentichiamo che quando si conosce un segreto, si prova un impulso irresistibile a raccontarlo a qualcuno. Così quel segreto, in un mondo dove poi ciascuna delle persone che lo sente può scriverlo sul proprio blog o su Facebook, diventa un segreto di Pulcinella.
E questa è la cosa positiva. Adesso immaginiamo che la viene a sapere un giornalista delinquente (o un delinquente e basta). E magari che diciamo può andare dal VIP in questione per rivelargli che è sotto indagine in cambio di soldi o altro. Il tutto senza che si possa parlare dell'argomento per i 45 giorni previsti dalla legge. Insomma, c'è un serio rischio che questa legge diventi una vera e propria istigazione a delinquere.
Ma anche tralasciando quest'ultimo punto, resta il fatto che questa legge sarà un bavaglio per i giornali e le TV, sarà un bavaglio per le persone che si informano solo tramite la TV e i giornali, ma sarà un nulla per chi naviga abitualmente in rete. E questo porterà ad un secondo passo: una voce incontrollata magari la prima volta è vera, la seconda anche... ma sarà vera sempre? Una voce è una voce. Chi può dire che sia vera? Quindi, se l'obiettivo di questa legge fosse veramente il tutelare la privacy dei VIP (comunque un giornalista non pubblicherebbe mai Eugenio il macellaio che parla col suo fornitore), si otterrà esattamente il risultato opposto.
In realtà, il vero obiettivo di questa legge è solo tutelare i delinquenti. Infatti, si rallenta notevolmente l'attività dei Pm, che devono riunire ogni volta tre giudici per chiedere l'autorizzazione alle intercettazioni. Giudici che poi non potranno partecipare al processo, come non potrà farlo il Gup. Quindi se il Pm fa una indagine, deve passare davanti a tre giudici per le intercettazioni, un Gup per l'udienza preliminare, tre giudici per il processo. E siamo a sette. E se decide di arrestare qualcuno? Se l'arrestato ricorre al TRibunale del riesame, sono altri tre giudici e stiamo a dieci, per un singolo processo di primo grado. Qualcuno si è premurato di verificare quanti giudici ci sono a Cremona, a Como, a Varese, a Verbania? Ed è solo per fare qualche nome. Cioè in molti Tribunali per un singolo processo bisogna mobilitare tutti i giudici che ci sono. Che comunque, nonostante quello che dicono certi giornali, non è che passano la giornata leggendo il giornale o giocando a tressette. Hanno da fare fin sopra i capelli; e questo è solo un ulteriore aggravio dei loro compiti.

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di Antonio Rispoli
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