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Rinuncia a presentare mozioni porta i finiani col Pdl

Cosentino, anche il Senato vota: né arresto né dimissioni


Cosentino, anche il Senato vota: né arresto né dimissioni
25/11/2009, 21:11

NAPOLI – Doppia soddisfazione per Nicola Cosentino, che oggi ha incassato due voti favorevoli: il no sulla richiesta d’arresto (ma le indagini proseguiranno egualmente) e quello alle mozioni che chiedevano le dimissioni. Sulla sua candidatura, voci dell’entourage finiano ipotizzano più che verosimile un prossimo passo indietro.

Cosentino non sarà né arrestato, né dovrà dimettersi. Questa mattina è arrivato il no della Giunta per le autorizzazioni della Camera alla richiesta di arresto nei suoi confronti, anche se la parola definitiva spetta all’aula di Montecitorio, che si esprimerà tra due settimane. I voti contrari all’arresto sono 11 (quelli del Pdl e quello dell’Udc Domenico Zinzi), i favorevoli sono 6 (quelli del Pd e del centrista Pierluigi Mantini) mentre il radicale Maurizio Turco, pur contrario, ha deciso di astenersi. Il procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore, ha però spiegato che lo stop non significa che le indagini saranno fermate. La maggioranza, col relatore Nino Lo Presti, ha sostenuto l’idea del “fumus persecutionis”, causa della “tempistica” del procedimento giudiziario: i reati contestati, è stato sottolineato, risalgono tutti ad un periodo tra il 2001 ed il 2004, mentre la magistratura ha avviato il procedimento soltanto ora; il primo pentito, hanno aggiunto, ha rilasciato le prime dichiarazioni anni fa, e lo stesso Cosentino aveva chiesto a più riprese di essere ascoltato. Quindi, secondo la maggioranza, il “fumus” è “oggettivo”, a prescindere dal fatto che i gravi indizi di colpevolezza del sottosegretario siano o meno dimostrati nei documenti inviati dai magistrati.

Opposta la tesi del PD: Marilena Samperi ha spiegato che l’attesa dei Pm dimostra soltanto la volontà di non procedere superficialmente. Ma, soprattutto, “abbiamo voluto aderire alla richiesta del Gip perché abbiamo trovato elementi documentali, intercettivi e investigativi nel provvedimento che dimostrano riscontri oggettivi dei gravi indizi di colpevolezza di Cosentino”, il che “comporta la custodia cautelare in carcere obbligatoria, trattandosi di 416bis”, ovvero concorso esterno in associazione mafiosa.

Anche Federico Palomba (Idv) e Pierluigi Mantini (Udc) hanno sottolineato che nelle carte dei magistrati gli indizi di colpevolezza siano dimostrati.

Nel pomeriggio, l’aula del Senato si è espressa su due mozioni del Pd e di Idv che invitavano Cosentino a dimettersi da sottosegretario all’Economia. Un atto che, ha detto Luigi Zanda (Pd), potrebbe “restituire ai cittadini un po’ di rispetto per il Parlamento e le istituzioni”.
Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl, ha spiegato che il suo partito ha votato “convintamente” contro le mozioni; la scelta di non presentare una mozione a favore di Cosentino, come avrebbe voluto la prassi, è stata scartata come punto di mediazione con i finiani. “C’è chi sceglie come modelli Spatuzza (il pentito che accusa Berlusconi, ndr), noi scegliamo i valori della legalità repubblicana e per questo votiamo no”, ha detto Gasparri.
La mozione del Pd ha ottenuto 116 voti a favore, 165 contrari e 2 astenuti; quella dell’Idv ha ottenuto 95 voti a favore, 170 contrari e 17 astenuti. Entrambe le mozioni, quindi, sono state bocciate malgrado la dura prova di compattezza per il centrodestra che hanno significato queste votazioni. Una compattezza che si è potuta avere, però, soltanto con la scelta di non presentare la mozione a favore di Cosentino e raccogliere quindi anche l’ok dei finiani. La deputata Flavia Perina, vicina alle posizioni di Gianfranco Fini, ha spiegato che “Cosentino non fa bene a insistere nel candidarsi in Campania”, aggiungendo che molti politici del centrodestra auspicano un passo indietro di Nicola Cosentino, “che alla fine credo ci sarà”.

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di Nico Falco
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