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Bidognetti avrebbe chiesto favori per il figlio di Stolder

Cosentino: Anna Carrino parla dei legami coi Casalesi


Cosentino: Anna Carrino parla dei legami coi Casalesi
11/11/2009, 19:11

NAPOLI – Anna Carrino, ex compagna del boss dei Casalesi Francesco Bidognetti, alias Cicciotto ‘e Mezzanotte, ha confermato le dichiarazioni rese dall’ex imprenditore Gaetano Vassallo sull’affaire Cosentino. La donna, che nel 2007 ha scelto di collaborare con la giustizia, ha fatto “pregnanti dichiarazioni”, in sostanza ricalcando quanto già detto dall’ex imprenditore, sul patto “voti contro favori” (così lo definisce il gip Raffaele Piccirillo nell’ordinanza di custodia cautelare) tra Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia, ed il sodalizio criminale dei Casalesi.
La Carrino ha parlato del legale tra Cosentino e Bernardo Cirillo, altro elemento di spicco del clan camorristico, rilasciando dichiarazioni “sì da costituire un fatto provato capace di consolidare la tenuta complessiva del racconto di Vassallo”, scrive il gip. Durante l’interrogatorio del 24 aprile 2008, l’ex compagna di Cicciotto ‘e Mezzanotte ricostruire un episodio che vede il coordinatore regionale del Pdl interessarsi per conto di Francesco Bidognetti del trasferimento di Alessio Stolder (figlio del boss Raffaele Stolder), impegnato nel servizio militare volontario con ferma breve dal febbraio 2004.
Bidognetti e Stolder si erano conosciuti in carcere ad Ascoli Piceno e Cicciotto aveva all’epoca incaricato l’allora compagna Anna di versare uno stipendio mensile di mille euro a Patrizia, moglie di Raffaele Stolder. Sul “fatto del soldato”, comparso in diverse intercettazioni telefoniche legate all’inchiesta su Cosentino, Anna Carrino afferma: “Seppi dell’incontro tra Giovanni Lubello (marito di Katia Bidognetti, figlia di Francesco, ndr.) e Bernardo Cirillo con l’onorevole Cosentino lo stesso giorno in cui si tenne, me ne parlò Lubello che quella sera tornò a casa tardi; ricordo che si doveva trattare del 2004-2005. Mi disse che si era incontrato a casa di Nicola Cosentino insieme a Cirillo e in quell’occasione avevano chiesto un interessamento del parlamentare a favore di un figlio di Stolder. Questo ragazzo doveva andare a fare il soldato, come volontario, e Bidognetti aveva disposto che i due si rivolgessero a Cosentino per favorire il ragazzo per un avvicinamento a Napoli o a Caserta”.

La donna aggiunge poi di aver saputo che “Cosentino disse che si sarebbe interessato per questo ragazzo e durante i colloqui si parlò spesso di questa questione fino a che il ragazzo ebbe timore di poter essere mandato all’estero e quindi si disinteressò della cosa”. Anna Carrino sottolinea inoltre che la conoscenza tra Cosentino e Bidognetti risale a “quando erano ragazzi”, e che Lubello “non aveva piacere a recarsi da lui, così si faceva accompagnare da Cirillo che conosceva bene il parlamentare. L’onorevole Cosentino era soprannominato ‘o Mericano, tutti lo chiamavano così a Casale”. Circa i rapporti tra Lubello e il parlamentare, la donna precisa che "mi risulta non corresse buon sangue e non ne conosco i motivi. D'altra parte mi risulta invece che Cirillo fosse in buoni rapporti con Cosentino". "Anna Carrino - scrive il gip - attribuisce all'indagato Cosentino un comportamento rivelatore di una effettiva disponibilità verso le richieste di uno dei principali capi detenuti del clan dei Casalesi". A sostegno delle sua versione dei fatti, anche un colloquio tra Bidognetti e la figlia Katia intercettato nel carcere di Ascoli il 20 maggio 2004. Anna Carrino, inoltre, nel verbale dell'11 aprile, fornisce altri chiarimenti su conversazioni intercettate in carcere tra Bidognetti e i figli che testimoniano i rapporti esistenti tra famiglia del boss e quella del parlamentare, cementati da due matrimoni, quello del fratello di Nicola Cosentino, Mario, con Mirella Russo, sorella di Giuseppe, esponente di rilievo del clan dei Casalesi, annota il gip; e quello del cugino di primo grado del sottosegretario, Palmiro Giovanni Cosentino, con Alfonsina Schiavone, figlia di Francesco, cugino omonimo del boss detto Sandokan, matrimonio festeggiato nell'aprile 2003 a "Villa Lucrezio" a Napoli, dove un servizio di osservazione della Direzione investigativa antimafia rileva nel parcheggio la Mercedes intestata a Giovanni Lubello, marito di Katia Bidognetti.

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di Nico Falco
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