Politica / Regione

Commenta Stampa

Il deputato non si dimette dall'incarico, lettera all'Aula

Cosentino attacca: "Contro di me accanimento, non mollo"

"Io prigioniero politico", Berlusconi in campo per salvarlo

Cosentino attacca: 'Contro di me accanimento, non mollo'
11/01/2012, 16:01

ROMA - Si definisce un “prigioniero politico”, vittima della politica e della magistratura. Il suo sfogo l’ha affidato ad una missiva inviata ai suoi colleghi parlamentari, in cui definisce l’attività investigativa “ad personam”. Nicola Cosentino non intende mollare, anzi, e rincara la dose considerando le accuse un pregiudizio non solo per le sue origini casalesi, ma anche di carattere prettamente istituzionale.  “Sono sereno, le cose sono andate come mi aspettavo” avrebbe sottolineato Cosentino, lasciando intendere che non si dimetterà da coordinatore regionale, tantomeno si sospenderà dal partito.
Cosentino è convinto della sua innocenza e totale estraneità ai fatti che gli vengono imputati. Per questo avrebbe spiegato ai suoi quanto confermato nella memoria difensiva depositata in Giunta: da parte della procura di Napoli c’è un “violento pregiudizio e accanimento contro di me”.
Un fardello pesante, quello che in queste ore sente sulle spalle il coordinatore del Pdl in Campania Nicola Cosentino, all’indomani del parere favorevole espresso dalla Giunta sul suo arresto, anche se continua a mostrarsi fiducioso. Undici voti contro dieci: verdetto che basta ad inguaiarlo ma che potrebbe essere capovolto domani a mezzogiorno dall’Aula che è chiamata ad esprimersi sull’arresto dell’ex sottosegretario. L’ira del Pdl, e la posizione blanda del Pd che non si è espresso in merito alla possibile votazione segreta sull’esponente del partito di Berlusconi, potrebbero far gioco al deputato campano, che questa volta potrebbe confidare sul lavoro che i colonnelli del suo entourage – da Cicchitto al coordinatore nazionale Denis Verdini – stanno portando sottotraccia per ricucire lo strappo col Carroccio.

BERLUSCONI IN CAMPO PER LA CREDIBILITA' DEL PDL - Tra i big che hanno alzato gli scudi per il deputato campano, anche il leader del partito: Berlusconi si starebbe muovendo di persona per evitare il voto negativo nei confronti del suo uomo in Campania. Il suo arresto avrebbe un effetto devastante sul Pdl, già notevolmente compromesso dalle indagini delle Procure di Milano e di Roma e in affanno nei sondaggi. 

VASSALLO, IL “GRANDE ACCUSATORE”, SMENTITO DAL PERITO DEL TRIBUNALE - Smentito intanto uno dei grandi accusatori di Nicola Cosentino: Gaetano Vassallo, personaggio assai discusso per il suo uso abituale di cocaina, e ritenuto uno dei collaboratori di giustizia che meglio conosce il grande affaire dei rifiuti nel Casertano, ha detto una cosa falsa ai pm antimafia che, da luglio, indagano sugli appalti in odore di camorra per i lavori di impermeabilizzazione della discarica di Chiaiano. Il perito del Tribunale, Luigi Boeri, avrebbe infatti constatato che nella cava di Chiaiano non sarebbe stata utilizzata argilla del clan: secondo quanto riferito ai magistrati “è stato possibile rinvenire con certezza la provenienza delle cave e gli esami di varia natura, chimica, mineralogica, isotopica, hanno consentito, senza alcuna ombra di dubbio, di poter certificare che le argille utilizzate corrispondevano a quelle delle due cave individuate nell’ambito della relazione di consulenza tecnica ( Montecorvino Pugliano e Montecorvino Rovella, ndr )”. Sollecitato dalle domande del gip, Boeri è stato ancora più chiaro: “Le argille corrispondevano a quelle provenienti dai siti oggetto di indagine e le loro caratteristiche corrispondono a quelle definite dalle norme tecniche, per cui in buona sostanza queste argille avevano capacità e potevano essere utilizzate rispondendo alle previsioni del progetto”.

Commenta Stampa
di Davide Gambardella
Riproduzione riservata ©