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A Porta a Porta ci si interroga: giustizia ad orologeria?

Cosentino: “Contro di me porcata organizzata dai pentiti”


Cosentino: “Contro di me porcata organizzata dai pentiti”
17/11/2009, 01:11

NAPOLI – Questa sera Nicola Cosentino ha potuto esibire parte della propria difesa nel salotto politico di Bruno Vespa, commentando la richiesta di arresto firmata dalla magistratura per presunti contatti con i Casalesi. Una inchiesta, a dire il vero, che risale ad una decina di anni fa e che è scoppiata proprio ora che le elezioni regionali (alle quali Cosentino si sarebbe presentato col Pdl) sono alle porte. Per il momento, però, la difesa del deputato ha riguardato soltanto il processo mediatico, ed il giudice è il pubblico a casa.
Punzecchiato da De Magistris, sotto la moderazione di Vespa, Cosentino ha respinto tutte le accuse addebitategli.
Ma ci sono le intercettazioni, dove si fa chiaramente il nome di Nicola Cosentino. Nick 'o Mericano, lo chiamano. I collaboratori di giustizia che accusano il sottosegretario all’Economia di aver ricevuto favori e di averne fatti, di essersi incontrato con boss latitanti, di aver ribadito la propria totale disponibilità. Di essere, praticamente, il referente politico dei Casalesi. Cosentino ribatte punto per punto, con altre intercettazioni. Botta e risposta, ai quali ovviamente non dovranno mettere fine salotti televisivi ma le indagini e i magistrati.
Interessante l’osservazione di Maurizio Belpietro, collegato in videoconferenza. Il direttore di Libero si chiede perché i magistrati hanno deciso per la richiesta di arresto, cosa che non era stata fatta invece per Andreotti, anch’egli al centro di processi su processi. La conclusione a cui arriva Belpietro è chiara: la richiesta di arresto non mira alle manette per Cosentino (“al 99% il Parlamento la respingerà”), ma a scatenare un polverone mediatico facendo spostare la questione dal piano giuridico a quello politico.
Stoccata di Cosentino, quella su don Peppe Diana. Parole che sicuramente faranno discutere. Il prete anticamorra, dice il coordinatore regionale del Pdl, era un amico. “Io conoscevo don Diana, - ha affermato, subito dopo un servizio su Casal di Principe, - eravamo legati da vincoli parentali, è stato anche un mio elettore”.
Bruno Vespa legge in trasmissione alcuni passi della richiesta d’arresto, tra i quali il famoso episodio della ‘busta gialla’ zeppa di soldi consegnata a Nicola Cosentino. Il deputato, oltre a negare, ribatte: all’indomani delle dichiarazioni, Vassallo (che in diversi interrogatori aveva cambiato versione) era stato querelato da Orsi, che ha affermato che quell’episodio non era mai accaduto.
La spiegazione di Cosentino è semplice: il governo Berlusconi è quello che, negli ultimi anni, ha più fatto contro la malavita organizzata. Da qui la “porcata dei pentiti”: un accordo tra collaboratori di giustizia (che, ha spiegato il deputato, hanno anche avuto modo di parlare tra loro) per colpire il simbolo campano del governo. Immediata la replica di De Magistris, per il quale a fare tanto contro la criminalità organizzata non è stato il governo, ma i giudici e magistrati. Una precisazione alla quale Cosentino e Fabrizio Cicchitto, ricordando l’inasprimento delle pene previsto da governo Berlusconi, hanno risposto con un polemico: “E il 41bis? Ma di che stiamo parlando…”

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di Nico Falco
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