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Fini: presunzione d'innocenza, ma non più candidabile

Cosentino, il gip: “Sostegno elettorale dai Casalesi”


Cosentino, il gip: “Sostegno elettorale dai Casalesi”
10/11/2009, 18:11

NAPOLI – Trecentocinquantuno pagine, per illustrare i presunti rapporti con la camorra, il sistema di scambio di voti, il do ut des che legherebbe a doppio filo il sottosegretario all’Economia con il sodalizio camorristico dei Casalesi. Si compone di 351 pagine l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Napoli, Raffaele Piccirillo, nei confronti di Nicola Cosentino, accusato di concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso e per il quale il tribunale di Napoli chiede alla Camera l’autorizzazione a procedere. 

La richiesta di custodia cautelare nei confronti del deputato del Pdl Nicola Cosentino è giunta alla Camera su mandato della magistratura di Napoli. Lo ha reso noto il presidente Gianfranco Fini, che ha voluto «ribadire che nei confronti di Cosentino vale la presunzione di innocenza come avviene per qualunque altro cittadino, ma la sua candidatura non è più nel novero delle cose possibili»

Cosentino, afferma il gip nell’ordinanza, “riceveva puntuale sostegno elettorale in occasione delle elezioni cui partecipava, quale candidato consigliere provinciale a Caserta nel 1990, consigliere regionale in Campania nel 1995, deputato per la lista di Forza Italia nel 2006”. Il coordinatore regionale del Pdl avrebbe “garantito il permanere dei rapporti tra imprenditoria mafiosa e amministrazioni pubbliche” e, scrive ancora Piccirillo, “contribuiva sin dagli anni ’90 a rafforzare vertici e attività del gruppo camorrista facente capo alle famiglie Bidognetti e Schiavone”.

Ma c’è dell’altro. Nicola Cosentino avrebbe anche esercitato “indebite pressioni” alle autorità competenti per “incidere, come nel caso della Eco4 (società che operava nel settore rifiuti facente capo anche all’imprenditore Gaetano Vassallo, ora collaboratore di giustizia, ndr) nelle procedure dirette al rilascio della certificazione antimafia”. Proprio la Eco4 era uno dei “monopoli d’impresa”, nel quale Cosentino è accusato di aver esercitato “in posizioni sovraordinata a Giuseppe Vitiello, Michele Orsi (ucciso poi in un agguato di camorra, ndr), e Sergio Orsi, il reale potere direttivo e di gestione, così consentendo lo stabile reimpiego dei proventi illeciti, sfruttando delle attività di impresa per scopi elettorali, anche mediante l’assunzione di personale e per diverse utilità”.

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di Nico Falco
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