Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Cossiga: funerali privati ma misteri pubblici


Cossiga: funerali privati ma misteri pubblici
18/08/2010, 15:08

Come ormai tutti sanno, martedì verso le 13.30 è morto Francesco Cossiga, politico che ha caratterizzato la politica italiana, soprattutto tra il 1976 e il 1992. Mercoledì c'è la camera ardente, giovedì i funerali privati a Sassari. IN questi giorni stanno sfilando davanti alle TV tutti i politici più chiacchierati e discussi: D'Alema, Casini, e così via. E poi le cariche istituzionali: il Presidente Napolitano, il MInistro Alfano, il Presidente del Senato.
Ma nessuno che abbia focalizzato l'attenzione su chi è stato Cossiga. Nessuno che ha parlato degli attacchi, a colpi anche di armi da fuoco, contro gli autonomi nel 1977, per esempio. E in questo senso, lo spiegò lo stesso Cossiga nell'autunno del 2008, quando la riforma Gelmini e il taglio di 160 mila insegnanti dalla scuola determinò numerose proteste culminate con una gigantesca manifestazione per le strade di Roma. Cossiga spiegò che Maroni avrebbe dovuto fare diversamente: far svolgere le manifestazioni, infiltrarle con gentaglia che si sarebbe occupato di distruggere auto, cassonetti e negozi, in modo da sollevare l'indignazione pubblica. Dopo di che, per usare le sue parole "lasciare che il rumore delle sirene della Polizia e dei Carabinieri sia sovrastata da quella delle ambulanze". CIoè le forze dell'ordine avrebbero dovuto intervenire con estrema violenza, non solo contro i manifestanti - specificò Cossiga, in una famosa intervista - ma soprattutto contro i professori. Non quelli vecchi, che sono innocui, ma soprattutto contro le insegnanti giovani, che "istigano" i bambini.
E in parte non è escluso che Maroni gli abbia dato retta. Infatti ci furono dei tafferugli a piazza Navona, con la Polizia che aggredì i manifestanti dopo che un gruppo di persone che indossavano i simboli neofascisti ed erano armati di spranghe, avevano già aghgredito gli stessi manifestanti, generando casino. Fatto strano, circolarono numerose foto che mostravano come questi "neofascisti" erano in ottimi rapporti con la Polizia. Anzi, si vede addirittura il loro capo che ha un atteggiamento deferente verso un ufficiale di Polizia. Ancora più stranamente, queste persone furono fermate e portate via col furgone cellulare, ma non vennero rilasciati comunicati nei quali si davano le generalità di queste persone. Cosa alquanto insolita.
Poi c'è tutta la vicenda riguardante l'omicidio Moro, su cui Francesco Cossiga sapeva sicuramente tutto, visto che all'epoca era Ministro dell'Interno. Ma anche qui, si è sempre attenuto alla poco credibile versione ufficiale: nessuno sapeva nulla, nè prima del rapimento di Aldo Moro, nè durante nè dopo il ritrovamento del suo cadavere in una Renault rossa. Certo, Cossiga si dimise, ma perchè? Qual era il senso di colpa che lo attanagliava? La morte dello statista? Da parte di chi ha preso misure così violente contro i manifestanti solo un anno prima? Non è assolutamente credibile.
E resta fuori il terzo enorme mistero italiano, su cui è stato calato un velo di pietoso (o peloso) silenzio con estrema rapidità: Gladio. Quale era la vera origine di questa organizzazione? Quali i suoi scopi? Era veramente legata alla P2 di Licio Gelli? Ed è vero che non è mai intervenuta o c'è stato nella nostra storia qualche episodio in cui questa organizzazione è intervenuta? Anche su questo c'è sempre stato silenzio, da parte di Cossiga. Ed anche su questo, ne sapeva moltissimo, è evidente dalla sicurezza e la certezza con cui ne parlava, le rarissime volte in cui lo faceva. Certo, anche lì, che dicesse la verità è tutto da dimostrare (e sinceramente anche qui è difficile da credere). Eppure nessuno ha mai indagato a fondo sulla vicenda, lasciando così una marea di punti interrogativi.
Ed in questo elenco non mi soffermo sulle cose di minore importanza, come lo stranissimo settennato da Presidente della Repubblica.
Ma di tutto questo non ne ha parlato nessuno, nè TV nè giornali (esclusi quelli di estrema sinistra, che ancora ricordano il KoSSiga - la doppia S maiuscola non è casuale - degli anni '70). Tutti a celebrare il solito stucchevole "nihil mortuum nisi bonum" - dal latino: "(Non si dice) niente dei morti se non il bene - di cui si arriva presto ad averne le scatole piene. Se uno ha sulla coscienza tanti misteri e tante cose contro lo Stato e contro i suoi cittadini, come si fa a parlarne solo bene? Bisogna dire tutto, il bene (ma quando l'ha fatto? Mah!) come il male.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©

Correlati