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Le opposizioni chiedono di più: "Tagli fittizi"

Costi politica: il parlamento segue il Colle e si "taglia"

Oggi le Camere votano il bilancio in Aula

Costi politica: il parlamento segue il Colle e si 'taglia'
02/08/2011, 10:08

A seguire il buon esempio dato dal Quirinale (con il taglio di 15 milioni di euro e il blocco all’adeguamento dello stipendio del Capo dello Stato) sono Camera e Senato, che rispondono all’esigenza dei tagli ai costi della politica con una linea di maggiore rigore. Nel triennio 2011-2013 la Camera chiederà allo Stato 75 milioni in meno e restituirà 76 milioni, mentre il Senato risparmierà 120 milioni di euro. Nel complesso il Parlamento graverà sullo Stato 270 milioni di euro in meno. Bilanci importanti che dovranno essere approvati dalle Camere oggi in Aula, ma sui quali le opposizioni, parlando di “tagli fittizi” che vanno “a bilanciare esattamente gli aumenti previsti”, promettono battaglia.
I questori di Montecitorio spiegano che nel triennio 2011-2013 i risparmi e i tagli vanno a intaccare, tra l’altro, le spese di funzionamento dei gruppi parlamentari, il personale, l’indennità parlamentare (bloccata fino al 2013). Inoltre la Camera recederà dal 2012 dai contratti di locazione di quattro palazzi, tra cui palazzo Marini. E chiuderà il ristorante self service di Palazzo San Macuto. Mentre le spese di viaggio dei deputati dovranno essere ridefinite, per ottenere un risparmio di due milioni. Prima del prossimo bilancio, poi, i questori di Montecitorio si impegnano a realizzare alcune misure, che vanno dall’aggancio della diaria all’effettiva partecipazione ai lavori, alla definizione per gli assegni vitalizi di un nuovo sistema previdenziale (ma solo dalla prossima legislatura). Sarà anche studiata una proposta di legge per riformare l’indennità parlamentare in base agli standard europei, come previsto dall’ultima Manovra. Stessa musica anche per il Senato, dove si annuncia una riduzione dei costi di 120 milioni nel triennio. La sforbiciata di Palazzo Madama riguarderà gli stipendi del personale, la riduzione degli affitti, il recepimento del contributo di perequazione del 5 e del 10% sulle pensioni, con in più una stretta alle spese quotidiane dei senatori.
Ma le opposizioni chiedono interventi più incisivi: i senatori Pd chiedono di triplicare i tagli già previsti, altrimenti non voteranno il bilancio. Quanto fatto finora non è abbastanza secondo le opposizioni e sul piede di guerra è anche l’Idv che chiede maggiori interventi, altrimenti tutto rappresenterebbe solo azioni tagli e risparmi fittizi.

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di Antonio Formisano
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