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La decisione potrebbe far chiudere la radio

Crimi: "Nessuna convenzione con Radio Radicale"


Crimi: 'Nessuna convenzione con Radio Radicale'
15/04/2019, 12:36

ROMA - Il sottosegretario all'Editoria Vito Crimi l'ha confermato: "La posizione è molto chiara: l'intenzione del Governo, mia e del Mise è di non rinnovare la convenzione con Radio Radicale". Come è noto, Radio Radicale trasmette da 25 anni la diretta delle sedute del Parlamento e delle commissioni, oltre ad altri programmi di tipo politico o sociale, oltre a fare propaganda per il Partito Radicale. Ma chiaramente non può trasmettere pubblicità: non può interrompere una seduta parlamentare, magari nel mezzo di un punto criuciale. Per questo, nel corso degli anni ha ottenuto dallo Stato una convenzione per quelle trasmissioni in cambio di una somma di danaro, che attualmente è di 10 milioni. Una somma del resto non eccessiva,considerando che quello che fa è un servizio pubblico. Ma al governo questo non va bene, e lo dimostyrano le parole di Crimi: "Esiste Rai Parlamento, un servizio pubblico, un canale istituzionale che trasmette le sedute parlamentari e delle commissioni". In realtà, la copertura radiofonica di Rai Parlamento non è gran che rispetto a Radio Radicale. Inoltre Crimi ha accusato Radio Radicale di non aver mai vinto una gara per trasmettere quel servizio. Affermazione in realtà falsa: l'unica gara che venne fatta con il governo Berlusconi venne vinta proprio da Radio Radicale perchè nessun altro si presentò. Del resto, chi rinuncia alla pubblicità?

Adessoil rischio è che Radio Radicale chiuda: la convenzione è la loro unica fonte di introiti. E non è che si possono trovare contratti pubblicitari per sponsorizzare l'audio di un processo o di un convegno politico. Almeno non con facilità. 

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di Antonio Rispoli
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