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Crisi allevamenti, Patriciello: “Subito misure urgenti”


Crisi allevamenti, Patriciello: “Subito misure urgenti”
25/08/2010, 16:08

L’europarlamentare Aldo Patriciello, a seguito della mobilitazione dei pastori che si sta estendendo in queste ore a tutte le regioni per salvare dalla crisi i 70mila allevamenti italiani dove sono presenti quasi 7 milioni di pecore, prende posizione in difesa dei diritti degli allevatori.
“Occorre porre un freno – ha affermato l’On. Patriciello - ai comportamenti speculativi in danno degli allevatori italiani e dell’intero settore che, specie in alcune regioni del Sud, rappresenta un comparto importante per l’economia di quei territori”.
Secondo la Coldiretti agli allevatori vengono riconosciuti 60 centesimi di euro al litro ben al di sotto dei costi di produzione e su valori inferiori del 25 per cento rispetto a due anni fa, mentre la carne di agnello deve subire la concorrenza sleale delle produzioni estere che vengono spacciate come nazionali per la mancanza dell'obbligo di indicare in etichetta l'origine a differenza di quanto avviene per la carne bovina.
“Sosteniamo con forza la protesta degli allevatori di ovini e ci faremo promotori di iniziative in Europa che possano tutelare i prodotti italiani rispetto agli episodi di concorrenza sleale che vanno in danno di un settore fondamentale dell'agricoltura italiana" ha aggiunto l’eurodeputato.
“Ci sono alcuni prodotti tipici – ha sottolineato – come il pecorino Dop, che hanno contribuito enormemente al successo dell’agroalimentare italiano in tutto il mondo. E’ necessario che da parte degli industriali del settore ci sia un gesto di buona volontà nell’interesse del paese e che si esprima attraverso una modifica al rialzo del prezzo corrisposto per il latte prodotto. Così come è indispensabile che il governo e, in primo luogo, il ministero delle Politiche agricole si attivi affinché sia istituzionalizzato un tavolo di confronto permanente con i rappresentanti del settore. Siamo ovviamente solidali con gli allevatori di Molise, Puglia, Campania, Abruzzo, Basilicata e Calabria, perché riteniamo che i loro sacrifici quotidiani debbano essere riconosciuti attraverso un prezzo giusto e commisurato alla qualità del prodotto”.

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di Redazione
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