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Crisi di governo: Russo, una iattura per la Campania


Crisi di governo: Russo, una iattura per la Campania
08/09/2010, 10:09


NAPOLI - “La crisi di governo sarebbe una iattura per la Campania. E' bene precisarlo subito. I conti della Regione vivono un momento così da drammatico che il venir meno dell'apporto e della collaborazione di questo Governo, rigoroso ma soprattutto dialogante, sarebbe davvero una sciagura per i cittadini campani”. L'assessore regionale alle Politiche sociali, Demanio e Patrimonio, Ermanno Russo, affida alla rubrica “In...fondo, in...fondo” del suo sito internet www.ermannorusso.it alcune considerazioni circa lo stato dei conti di Palazzo Santa Lucia e l'ipotesi di voto anticipato.
“L'avvio della nuova legislatura regionale ha fatto registrare una percentuale di disagi e difficoltà che neanche il mio fantasioso degli osservatori politici avrebbe mai osato immaginare. Il disastro contabile, finanziario e sociale procurato dalla precedente amministrazione di centrosinistra ha acuito enormemente le piaghe storicamente presenti nel tessuto produttivo ed imprenditoriale della nostra regione – spiega Russo –, ferendo quasi a morte la società campana. Gli attriti, i distinguo e gli scontri che proprio in queste ore si stanno verificando a livello nazionale fanno ormai pensare ad un bivio: patto di fine legislatura o elezioni subito. Se dovessi ragionare da amministratore locale e da assessore di una Regione che è oggi in serie difficoltà e che sconta incolpevolmente ritardi ereditati dal passato, direi senza alcuna remora che la crisi di governo farebbe perdere alla Campania quello slancio e quegli sforzi protesi alla ripresa che il presidente Caldoro è riuscito a mettere in campo nei primi 100 giorni e più di governo del territorio”.
Di qui l'assessore Russo aggiunge: “E' chiaro che le ragioni di ordine politico in questo discorso restano ai margini. La posizione dei finiani pregiudica di fatto il prosieguo della legislatura e la gente non ha certo bisogno dei tira e molla della politica, specie in un momento di crisi economica che colpisce tutta l'Europa. In uno scenario di questo tipo, un governo che voglia dare risposte in tempi certi alla popolazione non può mettersi a negoziare ogni provvedimento con una minoranza interna e trattare costantemente su aspetti trascurabili di questioni invece importanti e di primo piano. E' evidente che davanti a tale disagio, la via delle urne, ancorché drastica, potrebbe apparire come la più concreta”.
“Tuttavia, la Campania ci rimetterebbe. E' una considerazione tecnica – conclude l'esponente Pdl della giunta Caldoro –, che esula dal discorso più politico e che va presa per quella che è: una preoccupazione. La preoccupazione che si interrompa il filo diretto con il governo nazionale, che è molto più sensibile alle vicende campane di quanto vorrebbe far credere l'opposizione e che chiede alla Regione le legittime, sacrosante, garanzie prima di erogare fondi. Fondi che con la precedente amministrazione sono serviti soltanto ad alimentare clientele”.

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di Redazione
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