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CRISI, LA SITUAZIONE IN ATTESA DI NAPOLITANO


CRISI, LA SITUAZIONE IN ATTESA DI NAPOLITANO
30/01/2008, 09:01

Dopo la chiusura delle consultazioni di ieri, oggi è il giorno dell'attesa. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha annunciato ieri che avrebbe disposto di una pausa di riflessione, come peraltro è tradizione in queste occasioni, Nel caso in questione la pausa è d'obbligo, ma già per il pomeriggio di oggi si attende una dichiarazione del capo dello Stato. Oltre all'ipotesi di andare subito alle elezioni, la voce che circola e gode di maggior credito è quella che prevede un incarico esplorativo e funzionale al presidente del Senato Franco Marini; qualsiasi cosa verrà decisa, sarà chiaro lo spirito della strada intrapresa. Il presidente Napolitano ha infatti dichiarato: "Quando prenderò una decisione la motiverò:  desidero dare comunicazione pubblica delle motivazioni che mi hanno protato alle decisioni". Intanto ieri grande confusione è nata dalla dichiarazione dell'esponente dell'UDC Baccini che in un primo momento aveva dichiarato  "potrei votare per una figura di alto profilo". Berlusconi ha subito ribattuto: "Sono sicuro che l'UDC non  si sfila dalla nostra coalizione", ma il preallarme da parte di Pierferdinando Casini da Gerusalemme e Lorenzo Cesa ha riportato nei ranghi il collega di partito: "Unica soluzione elezioni anticipate" hanno fatto sapere in serata dall'UDC. Così, mentre Formigoni dichiara che  "la legge elettorale sarà riformata dopo, ora elezioni", Antonello Soro del PD registra che "l'ipotesi di scioglimento anticipato è appoggiata non solo da noi ma da una larga parte dell'Italia che non fa politica. L'idea di andare al voto per aprire una nuova stagione di instabilità non serve agli italiani".
Anche Savino Pezzotta ha detto no a elezioni senza una legge elettorale, la sua posizione confluisce di fatto in una coalizione trasversale che ha anche elaborato un Manifesto appello. Il documento è firmato da Confindustria, Confcommercio, Confartigianato e altre 5 sigle. Nel documento si chiede di fare almeno una modifica al sistema elettorale prima di andare al voto. Anche la Conferenza Episcopale Italiana, con il suo segretario Betori si è espressa in questo senso, auspicando tra le righe la nascita di una nuova formazione politica di centro.

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di Oliviero Genovese
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