Politica / Politica

Commenta Stampa

Ultimatum al Governo

Crisi: licenziamenti facili, sindacati verso lo sciopero

Camusso (Cgil) a Cisl e Uil: "Stiamo uniti"

Crisi: licenziamenti facili, sindacati verso lo sciopero
28/10/2011, 18:10

ROMA – Non si placa lo scontro sui licenziamenti facili, annunciati nella lettera d'intenti dell'Italia alla Unione Europea. I sindacati sono sul piede di guerra e annunciano scioperi.

Già oggi,  Cgil e Uil  sono scese in piazza a Roma in due manifestazioni separate. E’ il leader della Cgil, Susanna Camusso che, dal palco di piazza del Popolo per la manifestazione nazionale dei pensionati dello Spi-Cgil, esorta all’unione: “Divisi si viene sempre penalizzati. A Cisl e Uil, diciamo che abbiamo apprezzato il giudizio che hanno dato sulla lettera all'Ue e il fatto che hanno ritrovato la parola sciopero, che sembrava abrogata”, urla Susanna Camusso ribadendo la richiesta di mettere il lavoro  al centro.

Il leader della Cgil si rivolge, poi,  anche a Confindustria sottolineando che la richiesta da loro avanzata, quella cioè di andare in pensione a 70 anni, sarà ricordata anche in futuro: “In queste ore Confindustria, ha improvvisamente riscoperto l'amore per il governo – sottolinea - vorremmo che con qualche coerenza difenda gli accordi che abbiamo fatto insieme. Quegli accordi che prevedevano l'accompagnamento alla pensione perché i problemi non si risolvono- aggiunge Camusso - con la logica dei licenziamenti e l'allungamento dell'età pensionabile”.

Insomma il messaggio della Cgil è chiaro: le pensioni non sono oggetto su cui fare cassa. In piazza, inoltre, è stato ribadito il no alla proposta del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ossia quella di aprire un tavolo di discussione sui licenziamenti. “Non è un problema da affrontare e discutere", ha spiegato il leader della Cgil. Posizione ferma anche sull’articolo 18: “Se l'operazione del governo è quella di cancellare l'articolo 18 e gli ammortizzatori sociali, noi non ci siamo stati e non ci staremo".

I leader sindacali si incontreranno nei prossimi giorni, l’obiettivo è capire se ci sono convergenze sul modo di opporsi agli impegni contenuti nella lettera del governo italiano all'Unione Europea.

La Uil, è comunque, in sintonia con la Cgil nell’affermare che se il governo non cambia registro si organizzerà uno sciopero generale di tutte le categorie, per tutto il Paese. L’annuncio è stato dato dal segretario generale del sindacato, Luigi Angeletti. "C’è una scandalosa distanza -  spiega - tra ciò che serve e ciò che sta facendo il governo”.

Commenta Stampa
di Rossella Marino
Riproduzione riservata ©