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La critica a Merkel e Sarkozy: “Inopportuni e sgradevoli”

Crisi, Napolitano sprona il governo: concretizzare le parole

“Ora l’Italia metta in pratica quanto annunciato”

Crisi, Napolitano sprona il governo: concretizzare le parole
25/10/2011, 14:10

ROMA – All’indomani del nulla di fatto sulle pensioni, e relativa fase di stallo che quasi sembra far presagire una crisi di governo, il presidente della Repubblica torna a spronare l’esecutivo. E lo fa sollecitando quel cambio di passo che allo stato attuale Berlusconi non riesce a mettere in atto, perché pressato dall’Ue da una parte e dall’altra tenuto sotto tiro dalla Lega. In altre parole, con il suo nuovo appello, il capo dello Stato sembra voler indicare al presidente del Consiglio, sempre più paralizzato anche e soprattutto dalle beghe interne, quella che è la strada da seguire: l’Italia deve definire le “nuove decisioni di grande importanza” annunciate nella dichiarazione ufficiale del premier. Per Napolitano “bisogna compiere tutti gli sforzi, prendere, come annunciato, le decisioni per ridurre i rischi di gestione del debito e per rilanciare l’economia e in questo ciascuno deve fare la sua parte”. In altre parole il monito di Napolitano sembra essere più che chiaro: apprezzabili i propositi ora bisogna passare ai fatti.
Il Capo dello Stato, inoltre, non perde occasione per dire la sua sulle famose risatine che Merkel e Sarkozy domenica scorsa hanno consegnato alla stampa parlando proprio dell’Italia: “Inopportune e sgradevoli espressioni pubbliche di scarsa fiducia negli impegni dell’Italia non possono farci perdere di vista la sostanza delle questioni e delle sfide che abbiamo davanti”. La nota ufficiale del Quirinale si conclude con queste parole: “Siamo, oggi più che mai, nella stessa barca in un mare in tempesta. Ciascun Paese deve fare la sua parte e dobbiamo garantirci reciprocamente l’indispensabile solidarietà. Per l'Italia è il momento di definire - in materia di sviluppo e di riforme strutturali - le nuove decisioni di grande importanza annunciate ieri nella dichiarazione ufficiale del Presidente del Consiglio”.

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di Antonio Formisano
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