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Messaggio a comunità di Taizè per incontro di Berlino

Crisi, Papa Benedetto XVI "Giovani niente paura"


Crisi, Papa Benedetto XVI 'Giovani niente paura'
27/12/2011, 20:12

CITTÀ DEL VATICANO - "NIente paura", ci pensa la vita mi han detto così, avrebbe aggiunto Ligabue. Ma in questo caso non uniamo il sacro al profano. Perchè a parlare è Benedetto XVI, che invita i giovani ad avere un atteggiamento di «fiducia», nonostante lo spettro della crisi economica. Liberarsi dalla «schiavitù della paura» per affrontare meglio le «sfide e difficoltà» di oggi. Intende infondere coraggio alle nuove generazioni, vittime predestinate della stagnazione e della recessione, il messaggio inviato da Benedetto XVI alla Comunità di Taizè in occasione dell'incontro europeo dei giovani, animato come ogni anno dalla Comunità e che si tiene per la prima volta a Berlino da domani al 1/o gennaio, su invito delle Chiese cattolica e protestante e del Comune berlinese. «Mentre siete riuniti a Berlino con migliaia di giovani di tutta l'Europa ed anche di altri continenti, per cercare insieme ai fratelli della Comunità di Taizè di approfondire le sorgenti della fiducia, Sua Santità, Papa Benedetto XVI si unisce a voi nella preghiera e vi incoraggia ad aprire percorsi di fiducia in tutto il mondo», si legge negli estratti del messaggio pubblicati sul sito della Comunità. «Voi lo sapete, la fiducia non è cieca ingenuità - aggiunge il Pontefice -. Liberandovi dalla schiavitù della paura, questa fiducia, attinta nella vostra fede in Cristo e nella vita del suo Spirito Santo nei vostri cuori, vi rende più lungimiranti e disponibili per rispondere alle numerose sfide e difficoltà alle quali devono far fronte gli uomini e le donne di oggi». Il tono incoraggiante di Ratzinger riecheggia in qualche modo quello già usato nel messaggio per la 45/a Giornata Mondiale della Pace (1/o gennaio 2012), sul tema «Educare i giovani alla giustizia e alla pace», in cui il Papa invitava a guardare il 2012 con «atteggiamento fiducioso anche se »nell'ultimo anno «è cresciuto il senso di frustrazione per la crisi che sta assillando la società, il mondo del lavoro e l'economia». Una crisi, sottolineava Benedetto XVI, «le cui radici sono anzitutto culturali e antropologiche»: «sembra quasi che una coltre di oscurità sia scesa sul nostro tempo e non permetta di vedere con chiarezza la luce del giorno», osservava. Avviato nel 1978 dal fondatore di Taizè, Roger Schutz, il «pellegrinaggio di fiducia sulla terra» giunge quest'anno alla sua 34/a edizione, con una forte accentuazione sull'unità dell'Europa in un momento in cui si discute da più parti sui fondamenti e sui limiti della solidarietà europea. A Berlino, frere Alois, priore della comunità borgognona, esorterà i giovani ad andare alle fonti della fede e a superare le dispersioni e gli «steccati» nella Chiesa e nella società contemporanea. «Dobbiamo cercare una motivazione più profonda per una vera solidarietà tra gli uomini - dice oggi frere Alois in un'intervista alla Radio Vaticana -. La fiducia, che spesso manca nella società, è un valore essenziale». Per il priore di Taizè, «una decisione importante, oggi, sarebbe quella della condivisione. Nella nostra società esiste purtroppo la povertà e noi dobbiamo combatterla. Bisogna cercare la condivisione, anche nelle società più ricche. Oggi ci troviamo a vivere una certa povertà e non possiamo accettarla». Nei giorni di Berlino, che avranno al centro anche le preoccupazioni economiche e politiche dei giovani europei, ci saranno incontri tematici con economisti e due appuntamenti con i membri del Parlamento tedesco, disponibili a rispondere alle domande dei ragazzi. Oltre a quelli dei leader delle Chiese cristiane, messaggi sono stati inviati alla Comunità anche dal segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon, dal presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, dal presidente tedesco Christian Wulff, dalla cancelliera Angela Merkel.

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di Valerio Esca
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