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Bersani: "Berlusconi venga a chiarire in Parlamento"

Crisi Pdl: Cicchitto sfiducia Fini


Crisi Pdl: Cicchitto sfiducia Fini
30/07/2010, 10:07

ROMA - La crisi del Pdl arriva in aula alla Camera, con il capogruppo Fabrizio Cicchitto che ''sfiducia'' il presidente Gianfranco Fini, e le opposizioni, a partire dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che ha chiesto che il premier Berlusconi venga a chiarire in Parlamento. All'inizio dei lavori dell'Assemblea di Montecitorio, i deptuati del Pd si sono presentati al completo, in un'aula vuota visto che non erano previste votazioni. Bersani ha incalzato Berlusconi: ''Non si pensi che e' agosto e che si vada a finire a tarallucci e vino. Il Presidente del Consiglio venga in Parlamento'', visto che la crisi dentro al Pdl ''e' insanabile''. ''E per cortesia - ha aggiunto - non ci venga propinato l'antico rito che 'e successo ma non e' successo', 'il motore e' rotto ma la macchina va'. Il Paese non ha questi tempi, ha altre esigenze''. Anche l'Udc, con Angelo Compagnon, e l'Idv con Carlo Monai, hanno fatto un'analoga richiesta a Berlusconi. Immediata la controreplica di Cicchitto, spalleggiato in aula dal suo vice Osvaldo Napoli e da una manciata di altri deputati: ''Certamente si e' aperta una questione seria all'interno del Pdl, ma non ci sono ragioni perche' il presidente del Consiglio venga a riferire in Parlamento'', perche' ''la maggioranza che sostiene il governo c'e' ed e' salda''. Il capogruppo del Pdl e' quindi passato al contrattacco, mettendo sul banco degli imputati Fini: ''Si e' aperto tra noi un confronto politico serio e serrato in cui si mette in discussione il rapporto nel Pdl tra noi e Gianfranco Fini. E' venuto meno il rapporto che si era acceso quando lo abbiamo eletto presidente della Camera e siamo davanti ad una questione politica, ad un dato su cui Fini deve riflettere''. A difesa di Fini il Pd: ''Il presidente della Camera e' di tutti - ha detto Bersani - anche di quelli che non lo hanno votato''. E Franceschini ha ricordato che ''il Presidente della Camera, dal momento della sua elezione, e' il presidente di tutti, anche di chi non lo ha votato, e non puo' essere sfiduciato in base alla Costituzione''. Il braccio di ferro non si e' chiuso cosi'. Il Pd si e' iscritto in massa nella discussione generali su due decreti (quello sulla Tirrena e quello sull'energia), cosa che implichera' una contromossa della maggioranza per assicurarne l'approvazione.

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di Nando Cirella
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