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Crisi: Proposte Adiconsum per uscire dalla crisi e rilanciare i consumi


Crisi: Proposte Adiconsum per uscire dalla crisi e rilanciare i consumi
06/05/2013, 12:02

È tempo che i partiti di maggioranza che responsabilmente hanno formato il nuovo Governo, ma anche le opposizioni - dichiara Pietro Giordano, Segretario generale Adiconsum - abbandonino i rimasugli di una campagna elettorale ormai lontana nel tempo e abbraccino gli interessi del Paese così come si fece ai tempi della lotta alla mafia ed al terrorismo. 

Il pericolo di scontri sociali e quindi di un'involuzione totalitaria è più che reale – prosegue Giordano - Bisogna da subito operare abbattendo l'alto livello di tassazione a carico dei consumatori e degli utenti e tagliare le spese improduttive dello Stato e delle amministrazioni locali, operando una più incisiva lotta all'evasione ed all'elusione fiscale.

 

Adiconsum - continua Giordanopropone alcune soluzioni:

1.     annullamento dell'IMU sull'unica casa e sulle proprietà di immobili d'impresa unici, di piccoli commercianti e artigiani, aumentando la tassazione sui grandi capitali immobiliari

2.     revisione delle rendite catastali che creano iniquità tra immobili nel centro città rispetto agli appartamenti e alle attività imprenditoriali di periferia

3.     blocco dell'aumento dell'IVA. L'aumento della tassazione sui consumi in periodo di crisi, basti pensare ai consumi di carburanti, produce solo abbattimento dei consumi e calo delle entrate erariali

4.     rifinanziamento immediato degli ammortizzatori sociali senza il quale, oltre ad un ulteriore abbattimento dei consumi, si produrrebbe una vera emergenza dell'ordine pubblico e una sempre più reale involuzione democratica del Paese

5.     detassazione sulla nuova occupazione con conseguente incentivazione a creare occupazione e sviluppo dei consumi

6.     vendita di almeno il 30% degli immobili pubblici, blocco di nuovi acquisti, e vendita delle aree demaniali. Aree e immobili spesso improduttivi, con costi enormi di manutenzione e che rendono poco o nulla alle entrate dello Stato. Aree che però devono essere vendute a blocchi, sterilizzando speculazioni che fanno sì che si alienino le parti migliori e si conservino le aree a basso o reddito nullo

7.     si incentivino fiscalmente le produzioni e le azioni a basso impatto ambientale che sviluppano reddito d'impresa e occupazione, come l'isolamento e l'efficienza energetica delle abitazioni (detassazione del 55% che va prorogata e stabilizzata) o come, ad esempio, la ristrutturazione e la creazione dei depuratori e della rete idrica nazionale, veri strumenti di inquinamento e di perdita di risorse idriche.

Per fare ciò è necessario recuperare risorse – prosegue ancora Giordano - senza aumentare la tassazione, ma:

·       tagliando la spesa pubblica improduttiva, centralizzando i centri di costo, eliminando i tanti Consigli Provinciali, accorpando anche i piccoli comuni eliminando, così, “bende” e “prebende” per i tanti politici “trombati” e non, riqualificando i dipendenti delle province e dei piccoli comuni specializzandoli nella lotta all'evasione fiscale, realizzando una vera e propria task-force capace di "scovare" sul territorio i piccoli evasori legati al gioco d'azzardo, all'evasione delle tasse attraverso scontrini fiscali e fatture, ecc.

·       riformando il Parlamento, dimezzando la composizione della Camera e realizzando un Senato delle Regioni;

·       eliminando le municipalizzate improduttive, fonte spesso di sprechi, corruzione e clientelismo;

·       riorganizzando, anche attraverso una programmazione a medio e lungo termine, gli investimenti della Cassa Depositi e Prestiti e  i Fondi Europei troppo spesso inutilizzati o parzialmente utilizzati.

Queste ed altre soluzioni per tagliare l’improduttività – conclude Giordano - possono essere realizzate se ci sarà la volontà politica e se si sterilizzerà qualche lobby che, spesso, poco o nulla ha a che fare col bene del Paese.

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di Redazione
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