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"Quella di Castelli è solo una battuta propagandistica"

Crocifisso sulla Bandiera, La Russa dice "no"


Crocifisso sulla Bandiera, La Russa dice 'no'
30/11/2009, 13:11

MILANO - Dopo la proposta del leghista Roberto Castelli di inserire la Croce di Cristo all’interno della bandiera italiana, interviene il ministro della Difesa Ignazio La Russa che definisce “una battuta propagandistica” la richiesta di Castelli. La Russa infatti trova che “proporre di cambiare la bandiera può essere fatto solo da chi non ama la bandiera” e, di conseguenza, definisce quella del suo alleato “nemmeno una provocazione ma una semplice battuta per fare un po’ di propaganda”.
Il Ministro non ha alcun dubbio ed in ultima istanza dichiara che: “La bandiera non si cambia; altrimenti diviene solo una “bandierina””. La Croce sul tricolore pare dunque soltanto l’ennesima boutade leghista che, prima e durante i periodi di festa (vedi il tormentone estivo dei dialetti nelle scuole) a quanto pare vede i suoi rappresentanti decisamente inclini al proposte abbastanza “fantasiose”. Riguardo il referendum sui minareti effettuato in Svizzera, invece, l’opinione di un altro leghista, il Ministro per la semplificazione Roberto Calderoli, sembra aderire al pensiero di La Russa. Per entrambi, infatti, la decisione di vietare nuove edificazioni di minareti è da vedere con positività e rappresenta, in particolare per Calderoli “la necessità di mettere un freno agli aspetti politici e propagandistici legati all’Islam”.
Fu proprio subito dopo aver appreso la decisione degli svizzeri, tra l’altro, che nella testa di Castelli balenò l’idea di una riforma costituzionale che introducesse l’utilizzo del Crocifisso sulla bandiera italiana. Sarà la vicinanza del Natale, la ritrovata fede cattolica di una formazione politica che, come la Lega, è da sempre indecisa se essere fedele ai riti pagani degli antichi elvetici o al monoteismo cristiano-cattolico ma, è palese,
dal carroccio si respira un’aria di fondamentalismo religioso che rimanda sul serio ad oltre 2000 anni fa.

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di Germano Milite
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