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CROLLA LA POPOLARITA' DI ZAPATERO: SPAGNA IN CRISI?


CROLLA LA POPOLARITA' DI ZAPATERO: SPAGNA IN CRISI?
16/06/2008, 16:06

 

 

Ad appena 100 giorni dalla vittoria di Zapatero in Spagna, la strada per il premier inizia a farsi in salita. Il segnale negativo dall'economia si era già affacciato durante la campagna elettorale. Il Neesweek qualche mese fa titolava: "Fine dell'Impero spagnaolo", facendo riferimento alla bolla immobiliare. Un nuovo sondaggio conferma ora il calo di popolarità del partito socialista Psoe e del governo Zapatero. Secondo l'inchiesta di radio Ser il Psoe ha perso 4 punti ed è alla pari (40%) con il Popolari di Mariano Rajoy nelle intenzioni di voto. Il sondaggio arriva all'indomani dalla rilevazione pubblicata sul quotidiano 'El Mundo' che dava il Psoe al 41,3% delle intenzioni di voto contro il 40,2% dei Popolari. Alle elezioni di tre mesi fa, Zapatero si era imposto su Rajoy con il 43,9% dei voti contro il 39,9%.

CRISI EDILIZIA. Ma oltre alla crisi del settore immobiliare, che ha subito una forte frenata negli ultimi mesi, gli spagnoli sono preoccupati della crisi economica, del caro-petrolio e del caro-mutui (l'Euribor è ai massimi storici), e si sono detti poco fiduciosi nelle misure che il governo ha annunciato finora. La sensazione è che il premier abbia cercato in tutti i modi di nascondere durante la campagna elettorale la crisi economica e che ora stia cercando di minimizzarla.

TIR IN SCIOPERO. Nell'ultima settimana, oltretutto, il premier ha dovuto affrontare una nuova grana, lo sciopero dei tir che hanno bloccato il paese. Benzinai a secco e nientre prodotti freschi nei supermercati. Ma a far arrabbiare gli spagnoli è stato sopratutto il ritardo con cui il governo ha reagito. Gli accordi raggiunti con la maggior parte degli autotrasportatori sono "chiusi, ben definiti e molto buoni per tutto il settore", annunciava giovedì scorso la vicepresidentessa spagnola María Fernández De la Vega. E aggiungeva: "La viabilità è stata ristabilita al 100% a parte in qualche punto sporadico". Dopo cinque giorni di duro sciopero e un morto, il governo annunciava l'accordo con i camionisti.

Accordi raggiunti con il sindacato maggioritario Cetm, che riunisce circa l'80% del settore, ma che non era sceso in sciopero e che ha accettato di buon grado le 54 misure per combattere il caro carburante. Anche la ritrovata viabilità non si è dovuta all'interruzione dello sciopero, bensì all'impiego massiccio della polizia che negli ultimi giorni ha arrestato circa 120 camionisti e ne ha sanzionati altre centinaia per intralcio al traffico (circa 600, ma - come per gli arresti - i dati non tengono conto della Catalogna e dei Paesi Baschi che hanno polizie autonome), sbloccando le frontiere e le arterie principali.


INTERVIENE LO STATO. Il via al giro di vite Zapatero lo ha dato giovedì, intervenendo per la prima volta dopo quattro giorni di sciopero selvaggio. Preoccupato per le critiche di immobilismo lanciate da opposizione e parte del governo, il presidente socialista ha annunciato "tolleranza zero" contro i picchetti violenti. Il ministro degli Interni Rubalcaba ha infatti schierato circa 25mila poliziotti per tutto il Paese.

 

I padroncini però, che assicurano di essere il 18% dei circa 380mila camionisti di Spagna, continuano con le braccia incrociate e accusano il governo di aver "falsamente chiuso il conflitto". Fenadismer chiede che l'accordo raggiunto con le grandi imprese di trasporto (Cetm) che consente di attualizzare le tariffe in base al costo del carburante si applichi anche agli autonomi che realizzano il trasporto. Il sindacato assicura che Zapatero vuole "mettere a tacere" lo sciopero per evitare che si espanda ad altri settori. Lo sciopero dei camionisti ha già provocato centinaia di milioni di euro di danni e sospensione dal lavoro per circa 21mila lavoratori.

IL PSOE PERDE VOTI. L'effetto ritardato della reazione del governo ha già fatto provocato uno spostamento di voti dai socialisti verso Izquierda unida, la formazione di estrema sinistra che alle ultime elezioni è passata da cinque a due seggi e non è riuscita a formare un gruppo parlamentare. Il partito passa così dal 3,8% delle ultime elezioni al 4,8%. Guadagna anche a scapito del Psoe il neo-partito di Progreso y Democracia della ex socialista Rosa Dìez, ben un punto e mezzo. Stabile il partito nazionalista basco (1,2 %).

 

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di Redazione
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