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21 voti favorevoli, 0 contrari e 3 astenuti

Csm dà il via libera, Ingroia candidato con gli Arancioni

Dal 22 dicembre partirà l'aspettativa

Csm dà il via libera, Ingroia candidato con gli Arancioni
19/12/2012, 18:17

ROMA - Intanto arriva il via libera del plenum del Csm all'aspettativa per motivi elettorali chiesta dal magistrato Antonio Ingroia. Ventuno i voti favorevoli espressi in pleunm, zero quelli contrari. Tre, invece, gli astenuti. Ingroia, ex procuratore aggiunto di Palermo, oggi osservatore dell'Onu in Guatemala, sarà in aspettativa dal 22 dicembre prossimo fino alla scadenza del termine per la presentazione della candidatura. In caso dell'accettazione della medesima, il collocamento in aspettativa andrà avanti fino alla proclamazione dei risultati delle prossime elezioni politiche. I tre astenuti al momento del voto sono stati il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, il togato di Unicost, Riccardo Fuzio, e il laico di centrodestra Filiberto Palumbo. Hanno deciso di non partecipare al voto i laici Nicolò Zanon (Pdl) e Ettore Albertoni (Lega). Il primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo, ha chiesto e ottenuto l'inserimento nella delibera votata di un passaggio nel quale si sottolinea che si tratta di una “delibera dovuta per legge, ai sensi della norma (Dpr n. 361/1957)” che “impone l'accoglimento della richiesta” di aspettativa. Questo perché, ha rilevato Lupo “il comitato di presidenza ha già ricevuto proteste”, quale quella annunciata ieri dal Codacons. Nel corso del breve dibattito in plenum, il laico Zanon ha voluto sottolineare che “da parte di Ingroia vi è stata una esplicita richiesta di consenso con inchieste definite da lui decisive per la storia italiana”, quali quella sulla presunta trattativa Stato-Mafia. “Non apprezzo questa grave svalutazione della professionalità del magistrato - ha continuato Zanon - questo buttarsi via getta ombra su tutto ciò che ha fatto. E' inviolabile il diritto all'elettorato passivo, ma servono regole per bilanciare equilibrio e indipendenza”. Politica e Magistratura, ha aggiunto Palumbo (Pdl), “sono termini antitetici. Spero che Ingroia in futuro faccia il politico e non il magistrato”. “Ero contrario che andasse a svolgere un incarico in un comitato piuttosto misterioso in Guatenmala - ha ricordato poi il laico della Lega Albertoni - il magistrato Ingroia deve fare il suo mestiere”. Il laico del Pdl, Bartolomeo Romano, ha invece dato voto favorevole all'aspettativa per l'ex procuratore aggiunto di Palermo: “Abbiamo assistito a una lunga e appassionante telenovela, oggi abbiamo una situazione che avevamo immaginato da molti anni - ha rilevato il consigliere - guardo con rispetto e interesse questo percorso umano, il mondo politico sarà arricchito da un'ulteriore presenza”. A chiudere il dibattito il togato di Magistratura Indipendente Antonello Racanelli, presidente della IV Commissione e relatore della pratica: “Ingroia esercita un diritto garantito. Noi dobbiamo rispettare le scelte che sono compatibili con le norme per lui come altri magistrati”.

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di Valerio Esca
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