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I magistrati indignati per le accuse del Ministro

Csm, tre consiglieri si dimettono dopo le parole di Alfano


Csm, tre consiglieri si dimettono dopo le parole di Alfano
11/06/2009, 22:06

Tre consiglieri del Csm hanno deciso di dimettersi dopo le parole del ministro della Giustizia Angelino Alfano, che aveva parlato di nomine lottizzate ai vertici degli uffici giudiziari e di un planning, ovvero una spartizione sistematica. Dichiarazioni rilasciate al Tg2 che hanno indignato i consiglieri Giuseppe Maria Berruti, Ezia Maccora e Vincenzo Siniscalchi, che nelle dimissioni presentate al Comitato di presidenza hanno espresso allarme per il livello dello scontro tra magistratura e politica.
“Mi sto battendo per evitare che i vertici degli uffici giudiziari, e cioè i procuratori e i presidenti di Tribunale vengano lottizzati, - ha detto il ministro nell’intervista mandata in onda ieri sera nella rubrica “Punto di vista” del tg2, - non è possibile che si faccia un planning, all’interno del quale si dica: a questa corrente spetta questa procura, a quest’altra corrente, siccome non ha avuto un procuratore, spettano due procuratori aggiunti da un’altra parte. Questi sono meccanismi che orami sono rifiutati anche in politica. Penso che invece a guidare le procure debbano andare i migliori, senza bisogno di controllare prima di mandarli a guidare un ufficio giudiziario qual è lo spillino della corrente che hanno affisso sulla giacca”.
Parole che, secondo i magistrati, si inseriscono nel programma di delegittimazione della magistratura messo in atto dal governo, e che costituiscono accuse inaccettabile da tre consiglieri che, in quanto presidenti, sono i garanti della regolarità dei lavori della Commissione.
 

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di Nico Falco
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